Abu Dhabi è l’ultimo gran premio della stagione di Formula 1. Il luogo deputato a tracciare un bilancio. E Maurizio Arrivabene non si è sottratto alla tradizione, durante la consueta conferenza stampa del venerdì riservata ai team principal e ai rappresentanti delle scuderie. 

Affiancato da Toto Wolff, controparte vincente del team Mercedes, il team principal della Scuderia ha individuato  l’apice della stagione Rossa: “Per diversi motivi direi l'Ungheria. Potrei anche dire Monaco. Monaco è stata una bella gara. Ma per me l’Ungheria è stata la migliore. Potrei anche aggiungere il Brasile, dove il team ha dimostrato carattere nonostante il campionato fosse ormai andato. Quindi se devo fare una scelta, dico Brasile”. 

Una vittoria di reazione, una risposta al dominio Mercedes che ha caratterizzato la stagione proprio da Budapest fino a Interlagos. Riassumendo l’intera annata Arrivabene dice: “Se vogliamo usare l’esempio del bicchiere d’acqua, non mi piace il vino, a metà stagione eravamo assetati, mentre alla fine beviamo per mandare giù una pillola contro il mal di testa. Comunque penso che il team abbia spinto veramente al massimo, lavorando molto bene. Ci sono state circostanze a nostro sfavore e devo fare le congratulazioni a Mercedes: hanno vinto e meritato entrambi i titoli. Il prossimo anno cercheremo di dare il meglio”. 

Rispetto a un 2016 ai limiti del disastroso, Ferrari ha comunque conquistato, in attesa del GP finale, cinque vittorie, risultato che eguaglia il 2010 con Alonso in rosso. “Il numero dimostra il buon lavoro complessivo del team ma il fatto che non siamo stati in grado di vincere il mondiale significa che non è abbastanza, dunque dobbiamo spingerci oltre il prossimo anno”.

Tutti i successi Ferrari portano la firma di Sebastian Vettel con Kimi Raikkonen ormai a secco dal 2013. Vero è che il finlandese a Monaco ha pagato una strategia volta a favorire il compagno di squadra all’epoca leader della classifica. Ma è altrettanto vero che Iceman è stato spesso meno competitivo del tedesco ed è stato più volte bacchettato dal presidente Marchionne: “Non credo nella sfortuna - dice Arrivabene a proposito di Kimi -. Credo nei fatti e i fatti significano punti. La verità alla fine riguarda i punti che raccogli e questo fa la differenza tra un buon pilota e un cattivo pilota. Siamo felici delle performance di Kimi, altrimenti non l’avremmo riconfermato”.

Uno dei temi del fine settimana riguarda inoltre il veto posto da McLaren in occasione dell’ultimo strategy group, unica stecca nel coro di team che vorrebbe mantenere la pinna posteriore sulle monoposto.  "E’ piuttosto divertente sentire Zak Brown – prosegue Arrivabene - sostenere che la pinna interferisce con l'ala posteriore, e subito dopo dire che gli piacerebbe avere più spazio commerciale sulle monoposto. Se vuol togliere la pinna si priva di uno spazio importante vendibile agli sponsor, tanto più che si era deciso di trovare uno spazio in alto per rendere visibile il numero di gara. Pertanto penso che ci sia qualcosa di sbagliato nel ragionamento".

Domenica si torna finalmente a casa. Per ricaricare le batterie in vista di un 2018 ricco di novità, a partire della nuova gamma di pneumatici e l’introduzione dell’halo, nonché di incognite. Ma Arrivabene non andrà in vacanza: “Forse a Natale ma non ne sono sicuro. Non mi piace stare seduto a tavola per ore ed essere obbligato a parlare con le persone e ad essere carino”.