Non può essere una coincidenza che, una volta assicurato il titolo a Lewis Hamilton, la Mercedes abbia consegnato a Valtteri Bottas una macchina che gli ha permesso due pole position consecutive. Tra le quali, questa appena conquistata a Yas Marina è particolarmente significativa, e non solo perché è l'ultima della stagione. Il fatto è che Valtteri ha confezionato un giro davvero superlativo già al primo assalto in Q3, tanto che non è riuscito a migliorarsi nel secondo run (prendendo la via dei box, così da non poter schierare la macchina sul traguardo) e soprattutto tanto che due tentativi non sono bastati a Lewis per avvicinarsi più di 172 millesimi.

Molto esplicativo che il finlandese della Mercedes sia risultato spesso il più rapido di tutti nel terzo settore della pista araba: è il tratto più guidato di questo tracciato, e oltre a dimostrare quanto ci abbia messo "di suo" Bottas, significa anche che ha ritrovato in pieno il feeling con la W08 che pareva aver perso dopo la pausa estiva. Insomma, la quarta pole position stagionale e di carriera di Valtteri è pienamente meritata e deve pure far riflettere chi pensa che un pilota possa disimparare improvvisamente a guidare o si "addormenti". Le variabili in gioco sono un po' di più, davvero. Per esempio quella del riscaldamento eccessivo dei pneumatici ultrasoft che ha visto Hamilton realizzare il record nel primo settore ma poi perdere progressivamente terreno (con tanto di intraversata): potrebbe essere un parametro importante anche in gara.

Detto questo, nelle fasi decisive delle qualifiche di Abu Dhabi ha impressionato il distacco che ad un certo punto le Mercedes stavano dando a tutti gli avversari, ottenuto soprattutto nella parte veloce. Gli altri poi hanno leggermente recuperato, in particolare Sebastian Vettel quando ha confermato il 3° posto sullo schieramento abbassando il ritardo a 0"546. Da sperare che ciò riveli un assetto più mirato alla distanza per la Ferrari e sia dovuto soprattutto a un impiego troppo smodato (e quindi non raccomandabile in gara) del "pulsante magico" Mercedes.

A fianco di Seb partirà Daniel Ricciardo: anche l'australiano è stato autore di un giro incredibile proprio sotto la bandiera a scacchi, una prestazione che gli ha permesso di sopravanzare Kimi Raikkonen di 26 millesimi e soprattutto di abbassare un ritardo che stava risultando imbarazzante per la Red Bull, fino a poco prima staccata di quasi un secondo e mezzo dal vertice. Da parte sua Max Verstappen stavolta non è riuscito a fare più del 6° tempo, staccato di poco più di 1 secondo dalla pole e a tre decimi e mezzo dal team-mate.

Del resto, parlando di distacchi, la selettività di questo tracciato si nota considerando come tra il pur staccato olandese e l'inseguitore più vicino, Nico Hulkenberg, intercorra un altro secondo. Ovviamente ciò non toglie nulla alla prestazione del tedesco, riuscito a precedere di 9 centesimi le Force India. Una performance importante per la Renault nella lotta per il sesto posto nel Campionato Costruttori: i punti da recuperare sulla Toro Rosso sono 4, per cui basterebbe mantenere la posizione in gara, anche perché le macchine di Faenza non hanno proprio brillato in questo weekend finora. Senza scomodare improbabili e anacronistiche questioni etiche, comunque il costruttore francese non ci sta facendo una bella figura nel suo ruolo di fornitore di motori.

La lotta in gara si preannuncia anche stavolta interessante: quella per il secondo posto tra Vettel e Bottas (staccati di 22 punti) è tutt'altro che risolta, al pari di quella per il quarto tra Ricciardo e Raikkonen (7 punti tra i due). Lo stesso per le retrovie, non solo per la questione Renault, ma anche per la "sfida libera" tra Sergio Perez ed Esteban Ocon, tra i quali intercorrono solo 29 millesimi nelle qualifiche.
Da seguire anche la gara dell'addio definitivo di Felipe Massa, autore di un rilevante 10° tempo su una pista non certo ideale per la Williams, gara in cui comunque dovrà guardarsi dai possibili recuperi di Fernando Alonso, Carlos Sainz e Stoffel Vandoorne che sono poco distanti alle sue spalle e potrebbero avvantaggiarsi di una strategia gomme più libera.

Vedremo infine se dietro a tutti le Haas e le Toro Rosso riusciranno a fare qualcosa per andare a impensierire la Renault nella classifica finale di campionato, ma le speranze sono ridotte, per quanto mostrato finora. Anzi, sarà forse già qualcosa se riusciranno a contrastare le Sauber, che è tutto dire. Come al solito, vedremo in gara cosa succederà effettivamente, quindi a partire dalle ore 14 italiane di domani.

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