Ciò che è piaciuto di più dell'ultimo GP stagionale a Yas Marina sono state le lotte, peraltro davvero belle, tra Romain Grosjean e Lance Stroll e anche tra Kevin Magnussen e Pascal Wehrlein: il che, senza nulla togliere ai protagonisti, è tutto dire, ovviamente. Il fatto è che la partenza è stata lineare e il seguito di gara… pure. Stavolta Valtteri Bottas non si fa sorprendere al via, e così le posizioni restano praticamente invariate fino all'arrivo eccettuati i momenti di cambio gomme e lo sfortunato inconveniente idraulico che ha causato il ritiro di Daniel Ricciardo.

Dunque Bottas riesce a tenere sotto controllo Lewis Hamilton fino alla bandiera a scacchi, rimediando prontamente a una piccola sbavatura in frenata a pochi giri alla conclusione, come del resto anche l'inglese aveva fatto qualche errore non determinante quando era in coda. Da parte sua Sebastian Vettel arriva terzo dopo una gara quasi incommentabile ma solo perché condotta praticamente in solitaria, concedendosi giusto un paio di attacchi al giro veloce verso la fine.

Qualche preoccupazione in più invece per Kimi Raikkonen: il finlandese ha avuto continuamente il fiato sul collo da parte di Max Verstappen, ma ha gestito il tutto alla perfezione e con il 4° posto in gara ha ottenuto la medesima posizione in campionato, scavalcando Ricciardo di 5 punti. Alla Red Bull non è riuscito il tentativo di undercut operato con l'olandese, anche perché tornato in pista alle spalle di Ocon: insomma, errori come quello su Alonso nel 2010 capitano ancor oggi…

A parte i top team, andando a valutare la gara "degli altri" ancora una volta svetta Nico Hulkenberg: il tedesco offre qualche emozione iniziale quando schermando con Sergio Perez vuole resistere all'esterno e, costretto ad allargare, rientra davanti ma non cede la posizione. Per questo "guadagna" 5 secondi di penalità, ma ciò nonostante conduce una gara tale per cui questi non cambiano il risultato finale, sesto davanti alle Force India ancora una volta entrambe in top ten. Con Perez finito davanti a Esteban Ocon sia in gara come in campionato, rispettivamente 7° e 8° e quindi primi tra gli inseguitori: davvero un ottimo team sotto tutti i punti di vista, nonostante certe intemperanze dei piloti nel corso della stagione.

Con il 6° di Hulkenberg e nonostante l'errore al cambio gomme su Carlos Sainz (comunque ottimo 9° nel mondiale proprio davanti all'attuale compagno di squadra) la Renault conquista il sesto posto finale tra i Costruttori, a scapito della Toro Rosso. Purtroppo il team di Faenza e i suoi piloti Brendon Hartley e Pierre Gasly non hanno potuto nulla contro il boicottaggio tecnico del fornitore di motori. Ma almeno hanno tenuto dietro la Haas: Romain Grosjean ci ha provato, mancando per poco la zona punti, mentre Kevin Magnussen è stato autore di una doppia divagazione nelle prime curve. Nulla di assurdo, tutto determinato dall'errore veniale di aver voluto resistere all'esterno di curva 1 per il danese; che però è stato pure l'unico ad aver sbagliato al primo giro (giusto per non farsi notare…).

Last but not least (anzi!) parliamo degli ultimi due piloti in zona punti e anche primi dei doppiati. Sia Fernando Alonso che Felipe Massa concludono con un risultato positivo e frutto di una gara consistente la loro stagione, che per il brasiliano è pure l'ultima in F1: 1 punto solo ma importante moralmente, oltre a confermarlo 10° davanti a Lance Stroll in campionato.

Infine, dietro a Grosjean, sono arrivati "a trenino" e hanno spesso animato la gara Stoffel Vandoorne (con problemi tecnici), Magnussen, Wehrlein, Hartley, Gasly ed Ericsson. Ma di certo, e beninteso non è per nulla colpa loro, difficilmente il pubblico può entusiasmarsi oltremodo in una lotta per il 12esimo posto in gara…

LA CLASSIFICA FINALE DEL CAMPIONATO F1 2017