Costretto al terzo ritiro nelle ultime quattro gare a causa di un problema idraulico, Daniel Ricciardo ha lasciato strada libera a Kimi Raikkonen per appropriarsi del quarto posto finale in classifica piloti. Che, si potrebbe chiosare, era l’obiettivo minimo per il campione del mondo 2007. Minimo ma non scontato: Iceman si era infatti presentato all’ultimo gran premio stagionale con uno svantaggio di 7 punti rispetto al pilota Red Bull.

Tuttavia l’affidabilità della monoposto conta tanto quanto il pilota (e Ferrari ne sa qualcosa): dunque un brindisi a Kimi, quarto del poker di testa con un bottino di 205 punti, accumulati grazie anche sette podi. Ma nessuna vittoria: il finlandese non calca il gradino più alto di un podio dal primo GP del 2013.

Tanto che Ricciardo, interrogato sullo scavalcamento in classifica, ha punzecchiato il collega: “A essere brutalmente onesti, con quella macchina avrebbe dovuto essere ben più avanti in campionato. Non penso che sia un gran risultato”. Probabilmente lo smiling killer australiano è convinto di poter far meglio del veterano Kimi, già confermato dalla Scuderia anche per il prossimo anno, che riguardo alla sua stagione commenta: Nel complesso quest’anno avremmo voluto fare meglio, visto che avevamo un buon pacchetto; dobbiamo solo ridurre al minimo i problemi e risolverli. Il prossimo anno sarà tutta un’altra storia, inizieremo da zero. Vogliamo migliorare in tutte le aree ed essere più veloci”. 

Riguardo alla (noiosa) gara di Yas Marina, Raikkonen dichiara: “La mia macchina andava piuttosto bene, ma onestamente la mia gara è stata noiosa. Per buona parte della gara ho dovuto salvare carburante; a mio avviso questo non c’entra molto con le corse, ma le regole sono regole. Non è che si possa fare molto, se non togliere il piede dal gas 200 metri prima della staccata: e quelli che sono dietro di te devono fare lo stesso. E’ un vero peccato non poter spingere quando la tua macchina ha tutto il potenziale per farlo. La lotta sembra serrata ma non lo è. Stavo tenendo dietro Verstappen e allo stesso tempo risparmiavo carburante per restare nei limiti prescritti. In alcune piste sei costretto a farlo più che in altre e non è il massimo”.

Il “fuel saving” ha condizionato la gara di entrambi i ferraristi, con Kimi che ha tagliato il traguardo a 45 secondi dal vincitore Bottas e a 26 dal compagno di squadra Vettel. Difficile comunque, pur con il rispetto dovuto al campione e al pilota, valutare positivamente la sua stagione, il cui unico vero acuto è stato a Montecarlo, con un secondo posto "strategico" seguito all’unica pole dell’anno. La prima dopo tanti anni. Ora facciamolo riposare, con la speranza di tornare a sentire il ruggito del vecchio leone.