Era l’unico verdetto ancora in sospeso, quello legato al sesto posto nel mondiale Costruttori. Toro Rosso e Renault in lotta. Riesce il sorpasso ai "gialli", vale essenzialmente una buona dose di milioni di euro in più nel 2018, che avrebbero fatto senz’altro comodo più a Toro Rosso che non alla Régie. Bilancio stagionale condizionato dall’aver corso troppo a lungo con una sola monoposto, vista l’inconsistenza di Palmer. La RS27 non è stata esente da problemi di affidabilità e carenza di prestazioni fino a Silverstone. Hulkenberg chiude con un risultato importante ad Abu Dhabi, sesto davanti alle Force India, non senza polemiche per come è maturato il piazzamento.

In un gran premio soporifero, al primo giro l’attacco di Nico su Sergio Perez avviene tagliando la variante in fondo al dritto da DRS. Penalità, 5” da scontare in occasione del pit-stop, come altre volte hanno deciso i commissari quest’anno in situazioni simili. E il gioco vale la candela, perché con i tre top team davanti sufficientemente distanti, Hulkenberg ha spinto fino ad aprire il gap sufficiente sulla Force India per effettuare il pit – peraltro non impeccabile - scontando la penalità e rientrando in pista davanti a Perez. Il ritiro di Ricciardo ha solo regalato maggior sicurezza (sarebbe stata sufficiente una settima posizione per sopravanzare Toro Rosso).

Tutto ciò mentre la scuderia di Faenza navigava fuori dalla top ten, in un finale di stagione che dopo Singapore ha regalato solo delusioni e mancanza di componenti di ricambio dal motorista. La realtà descritta dalla classifica del mondiale Costruttori, con l’eccezione dei primi quattro team, non può lasciare soddisfatti gli altri. Non soddisfa Williams, perché rimedia 104 punti di distacco da un team che certo non ha maggiori risorse, ma quelle disponibili ha dimostrato di saperle sfruttare molto meglio. Renault è sì sesta, non va dimenticata, però, la sfida lanciata da Cyril Abiteboul a inizio anno, le parole in inverno rivolte proprio a Mallya, con Force India ritenuta non in grado di reggere in un 2017 che avrebbe rappresentato una "corsa agli armamenti", tale sarebbe stato lo sviluppo tecnico da sostenere.

Invece, le Pantere Rosa hanno retto eccome. Il confronto diretto di Yas Marina sorride a Renault e lascia Perez con più di un interrogativo sulla penalità comminata a Hulkenberg: «Non è stata la più emozionante delle gare, ma ho corso un primo giro ricco di azione, in battaglia con Nico. Credo che la sua penalizzazione sia stata molto strana, perché mi trovavo davanti e non può semplicemente tagliare la curva, guadagnare la posizione e un così ampio margine. Aveva più ritmo con aria pulita davanti a sé ed è riuscito ad allungare e guadagnare abbastanza per neutralizzare la penalità».

E’ mancato anche il raggiungimento del quinto posto, obiettivo realisticamente alla portata di Renault. Il 2018 dovrà portare una power unit più competitiva, un progetto affidabile e operazioni al box ineccepibili, mancate ad Abu Dhabi nel pit-stop di Sainz, costretto al ritiro per la ruota fissata male. «Missione compiuta. Eravamo arrivati ad Abu Dhabi con un obiettivo chiaro. A inizio anno avevamo fissato il quinto posto, un risultato che era molto ambizioso, ma le ambizioni fanno bene, devi porti traguardi alti. Non è stata una stagione facile e gli ultimi tre week end sono stati una sintesi delle montagne russe attraversate in un anno. A volte siamo stati troppo aggressivi, altre troppo conservativi, ma siamo arrivati ad Abu Dhabi con una preparazione assoluta e le cose sono andate quasi esattamente come programmato. Il sesto posto era l’obiettivo ricalibrato e sono fiero d’averlo centrato. E’ una pietra miliare per il team e una conquista che va oltre il risultato in pista. E’ una motivazione per tutti, una ricompensa per tutti di gran lunga superiore a ogni considerazione finanziaria», ha commentato Abiteboul.

Toro Rosso si assicura la settima posizione. Fa meglio di Haas nonostante la girandola di piloti che si sono dati il cambio nell’abitacolo della STR12. E se a Enstone hanno scontato il rendimento inaccettabile di Palmer, a Faenza è mancato il contributo di Daniil Kvyat. Sainz ha tenuto a galla il team, un contributo da 48 punti sui 53 finali la dice lunga su come abbia sfruttato il potenziale della monoposto, appiedata troppo spesso da cedimenti tecnici e della power unit in particolare. 

Raikkonen non scontato quarto di quattro