L’annuncio di Alfa Romeo title sponsor nel 2018 ha puntato i riflettori su Sauber, reduce da una stagione da fanalino di coda, con qualche punto strappato anche grazie a un’ottima visione tattica del muretto, vedi Barcellona. Non è bastato per sopravanzare McLaren-Honda. Frederic Vasseur ha preso le redini della squadra di Hinwil lo scorso luglio, subentrando a Monisha Kaltenborn e mettendo subito in discussione l’accordo che il team principal indiano aveva incardinato con i giapponesi.

Quattro mesi dopo il futuro Sauber ha altre prospettive. Con una power unit Ferrari 2018 anzitutto; con il lavoro sulla monoposto del prossimo anno al quale contribuirà Luca Furbatto, altro arrivo nell’area tecnica diretta da Jorg Zander. Sarà una risalita passo dopo passo, quella che prospetta Vasseur. Lo farà con una formazione piloti che vedrà Charles Leclerc affiancato da uno tra Marcus Ericsson e Antonio Giovinazzi, nomi ancora tutti in ballo e in attesa di ufficializzazione.

«Sono fiero del team, la vita non è semplice quando sei in coda. Stiamo migliorando e siamo sulla buona strada. Abbiamo compiuto dei buoni progressi sulla macchina, in fabbrica, ed è visibile il miglioramento. A piccoli passi, ma muovendoci costantemente in avanti. I miracoli non avvengono con uno schiocco di dita», commenta il team principal, che traccia i punti salienti che hanno generato la difficile stagione alle spalle: «Non c’è un punto debole, è la somma delle enormi difficoltà del team nel 2016 (Sauber era sul punto del fallimento, prima che venisse rilevata da Longbow Finance; ndr). La macchina 2017 è arrivata molto in ritardo, un progetto nuovo e 6 mesi di ritardo si aggiungono al quadro difficile, non essendo possibile recuperare facilmente. La decisione di usare il motore Ferrari 2016 non ha aiutato, ma ero a conoscenza di tutti questi fatti prima di arrivare».

E a tormentare Vasseur, nodi tecnici e prestazionali a parte della Sauber C36, sono le domande sui piloti 2018: «Ricevo 200 domande al giorno su questo punto. Dovrò decidere e sarà una scelta che prenderò molto presto. Il pilota ideale? Non è così semplice. Se lo fosse, direi Hamilton e Vettel, come qualunque altro team principal nel paddock.

Dobbiamo essere realisti: anche se faremo un passo avanti l’anno prossimo, non saremo in lotta per vincere. Alla Red Bull Racing sono serviti 7 anni prima di vincere il mondiale e 5 prima di vintere una gara, lo stesso più o meno è stato per Mercedes e rilevarono un team che era campione del mondo! Non puoi essere più rapido di così, per le cose buone serve tempo. Detto ciò, abbiamo bisogno di due piloti che facciano al caso nostro e si inseriscano nei nostri programmi. Il peggiore scenario sarebbe avere qualcuno che sogna di essere campione del mondo il prossimo anno».

Un profilo di pilota disposto a compiere l’apprendistato necessario, maturare esperienza e contribuire alla crescita del team, garantendo risultati quando avrà l’occasione. Il tema è stato oggetto di discussione con Ferrari, ovviamente. Guardando al 2018, Vasseur parte dal timing favorevole: «Avremo un progetto completamente nuovo, quest’anno procediamo nei tempi giusti. Sarà ovviamente il primo test a Barcellona a dirci dove saremo. Tutti sono carichi di aspettative, credo abbiamo compiuto delle scelte forti, prima di tutto sul motore: avere il Ferrari 2018 ci farà compiere un importante passo in avanti e siamo partiti con una nuova filosofia progettuale».

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