L’ambizione, prima di mettere le ruote in pista con le nuove monoposto, era decisamente alta: provare a migliorare il quarto posto conquistato nel 2016. Force India a caccia dell’impossibile: diventare il terzo team nel mondiale Costruttori. Asticella posta troppo in alto perché fosse realistica, utile però per inseguire il continuo miglioramento, che ha portato alla conferma: miglior squadra dietro i big e vittoria di quello che è stato una sorta di mondiale B. Vijay Mallya incassa non solo il risultato sportivo, ma la soddisfazione di aver dimostrato il potenziale del team davanti allo scetticismo invernale di Cyril Abiteboul, costretto a fare i conti con una Renault solo in extremis riuscita a strappare la sesta posizione.

«Ci eravamo fissati l’obiettivo del terzo posto, ma abbiamo chiuso per il secondo anno di seguito quarti. In molti erano scettici e gli ho consigliato di rimangiarsi le loro parole, spero abbiano un buon sapore», ha commentato Mallya ad Autosport.

«Siamo riusciti con le nostre risorse limitate a combattere ben oltre le nostre possibilità e ne sono fiero. Ho un grande team, di gente con le corse nel sangue, che sa come tirare fuori il massimo da quel che abbiamo e non molliamo mai. Gli obiettivi per il 2018 saranno posti nuovamente in alto e siamo pronti per affrontare la concorrenza».

La partita si farà molto più dura. Se Renault produrrà i miglioramenti promessi sulla power unit, la lotta dietro ai big si farà ancor più serrata. McLaren potrebbe compiere il balzo che in un colpo solo la proietta là dove nel 2017 ha navigato Force India, chiamata a un nuovo miracolo per confermarsi. Alain Prost, nel guardare al 2018 che sarà per Renault con il team ufficiale, ha posto l’accento sulla necessità di costruire uno spirito di squadra e non solo una monoposto valida.

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Calcisticamente la chiameremmo la forza del collettivo, quella sulla quale può contare Force India e Robert Fernley, vice team principal, aggiunge: «In questa stagione eravamo preoccupati di Renault, Williams e McLaren. La forza alla base del risultato è l’aver battuto tutti e tre, una conquista notevole. I meriti vanno riconosciuti a tutti. E’ uno sforzo di squadra, che coinvolge anche quel che facciamo in fabbrica, sta qui la differenza tra dove ci troviamo noi e dove talvolta si trovano gli altri.

L’affidabilità è il fattore chiave, credo abbiamo il secondo miglior primato dietro Mercedes. E non è qualcosa legata esclusivamente alla power unit, contribuisce ma si tratta anche del telaio e di come lavora la squadra».

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