Trentottomila 788 gomme fornite, 12.920 effettivamente usate. Tutti, pneumatici recuperati. Dati, la punta dell’iceberg di una stagione di Formula 1 con protagoniste le monoposto più veloci e prestazionali di sempre, che hanno confermato le attese. Pirelli fornisce numeri interessanti da leggere. Prima di osservare i 12 mesi alle spalle, uno sguardo al futuro. La gamma 2018 è stata portata in pista ad Abu Dhabi, con riscontri positivi dei piloti sulle novità introdotte. Per giungere a definire le 7 mescole da asciutto e le due da bagnato che verranno utilizzate il prossimo anno, sono serviti 198 prototipi Pirelli esaminati su 8 piste, con tutti i team

Chi ha percorso più chilometri in assoluto è Red Bull, 2.638, davanti a McLaren (2.350) e Mercedes (1.975), Ferrari subito dietro, con 1.546 km. Fanalino di coda, Force India, che ha girato per 491 km durante i test di sviluppo. Visto il divieto assoluto per i team di apportare qualsiasi modifica alle monoposto e il programma stilato dalla Pirelli, inutile voler leggere un vantaggio per questo o quel team dal maggior chilometraggio percorso: tutti hanno girato "al buio".

Emergono conferme interessanti, invece, sulle preferenze dei piloti in relazione alle mescole utilizzate nel 2017. Stoffel Vandoorne è il pilota che ha percorso più chilometri sulle gomme Ultrasoft, 4.674. Perez ha utilizzato per 6.261 km la mescola Supersoft. Piuttosto scontata la preferenza di Hamilton per le soft, impiegate per 4.696 km. Sintomatico il dato sulla mescola Hard: Ocon e i 74 km percorsi in totale, all’interno di un week end di gara, è il pilota con più strada all’attivo. Mescola, la Hard, selezionata esclusivamente per il GP di Spagna, tarata su un incremento di prestazioni e carico aerodinamico durante la stagione, con conseguente stress sulla gomma, che non c’è stato. 

C’è stato l’aumento della velocità in curva. Estremo. Tre passaggi per rappresentare al meglio l’incremento. Barcellona, curva 3. Dai 212 km/h di percorrenza nel 2016 si è passati ai 248 km/h di quest’anno. Uguale delta si è ottenuto a Spa-Francorchamps, Pouhon affrontata a 289 km/h. “Solo” 30 km/h più veloce è stata la Copse di Silverstone, da 290 orari in qualifica.

Carico aerodinamico e grip per velocità in curva molto più elevate, ma al netto del tempo sul giro – miglioramenti sul 2016 che oscillano tra i 4”1 registrati a Spa e gli appena 7 decimi in qualifica in Bahrain – qual è stato il progresso medio per chilometro registrato dalle monoposto 2017? Il dato è di 0”477, in gara appena più elevato: 5 decimi al chilometro.

Monoposto molto più rapide e gomme che hanno garantito un solo pit-stop in gara nella stragrande maggioranza delle occasioni. Il dato esatto è di 1,5 pit-stop a gran premio per pilota, aspetto tenuto in considerazione da Pirelli nell’ampliamento della gamma di mescole 2018, per ritagliare meglio la selezione su ciascuna pista e poter saltare un compound nell'offerta ai team. L’obiettivo dichiarato è assicurare 2 pit-stop a gran premio per ciascun pilota. In totale, nel 2017, se ne sono contati 533.

Ultimo numero, tra la miriade di informazioni raccolte da Pirelli in stagione, il pilota Re dei sorpassi. Per numero, quantomeno. E’ Daniel Ricciardo ad averne realizzati di più in tutta la stagione: 43. Ed è anche l’autore del maggior numero di sorpassi in una sola gara: 13, a Silverstone. Con il contributo di 22 sorpassi effettuati da Max Verstappen, assicura a Red Bull la palma di team che ha superato di più nel 2017. Verstappen e Hamilton, infine, hanno subito solo 2 manovre di sorpasso, 3 Vettel. 

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