La 52esima edizione dei Caschi d’Oro di Autosprint si è conclusa con le suggestive parole dell’Ing. Mauro Forghieri. Salito sul palco affiancato da Paolo Barilla, con cui ha condiviso l’avventura della Ferrari 312B, ha ricordato gli anni straordinari in cui progettava macchine per il Drake, “facendo tutto a mano”. Impiegando 25 giorni di lavoro per svolgere calcoli che ora, grazie ai computer, richiedono quattro ore. E ammettendo, con un sorriso, “di averne sbagliate tante”.

L’intervento di Forghieri è stata la perfetta conclusione di una serata iniziata con la consegna del Casco d’Oro ad Alejandro Agag, patron della Formula E, durante il primo round della stagione a Hong Kong. Per ricordarci da dove veniamo e dove andiamo. 

Nel mezzo tante stelle del motorsport, a partire dal campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton, nonché l’artefice dei suoi trionfi, Aldo Costa. Altra eccellenza italiana che ha scherzosamente battibeccato con gli ex colleghi della Scuderia Ferrari, piccola rappresentanza (vedi foto in apertura assieme al nostro direttore Andrea Cordovani) del grande team che ha riportato la Rossa ad alti livelli. Ma c’è anche una Ferrari che i mondiali li vince, quella di Pier Guidi nel Wec, anche lui sul palco per ritirare il Casco d’Oro Tricolore.

La lista degli ospiti potrebbe continuare a lungo ma è sufficiente citare Giampaolo Dallara, Giancarlo Minardi, Emanuele Pirro, Miki Biasion e Cesare Fiorio, ripresosi alla grande dalla brutta disavventura dello scorso anno. E per chi non avesse potuto seguire la nostra serata in diretta streaming, a breve tutte le interviste video ai premiati dei Caschi d’Oro 2017.