Tra guai di affidabilità, girandola di piloti al volante e un campionato corso di fatto con un solo pilota, il risultato Toro Rosso è meno negativo di quanto non appaia:, la sesta posizione nel mondiale Costruttori sfumata nel finale, caduta sotto i colpi di power unit vecchie e a corto di parti di ricambio. E’ mancato anche il corretto sviluppo della STR12, non ne fa mistero Franz Tost. Ed è mancato l’apporto di Daniil Kvyat, troppe volte scheggia impazzita in partenza, protagonista di troppi incidenti per offrire il contributo che ci si aspettava: essere all'altezza dei risultati ottenuti da Carlos Sainz.

Fuori da Red Bull Racing il russo. E mentre l’ultimo sedile disponibile in griglia va nella direzione di Sergei Sirotkin, il nome di Kvyat emerge come possibile opzione alternativa. Pochi giorni ancora e si scopriranno le decisioni Williams sul futuro. E’ convinto meriti un’altra chance, Franz Tost. «Sono ancora convinto che Daniil abbia una velocità innata elevatissima. A volte è stato anche più veloce di Ricciardo, ma per qualche motivo, negli ultimi due anni non è riuscito a dimostrare il suo potenziale», spiega.

«E’ stato coinvolto in tanti incidenti, ma in sua difesa devo anche dire che ha sofferto anche tanti problemi di affidabilità e non hanno aiutato nel generare fiducia. Essere protagonista di troppi incidenti uccide le prestazioni che avrebbe potuto ottenere. Forse con un breve periodo di stop, per riorganizzarsi, e probabilmente rivedremo Daniil al suo consueto livello con un altro team. Talvolta è stato troppo aggressivo a inizio gara. La prima curva ha rappresentato il suo punto debole, voleva troppo nei primi 100 metri, riuscire a ogni costo. Questo ti mette sotto pressione, un’inutile pressione, e non funziona mai. Spero per lui che abbia un’altra chance, perché credo meriti la Formula 1». Incidenti che gli sono valsi il nickname di Torpedo Kvyat, siluro non certo di velocità purtroppo per il russo.

Il problema dello “star fuori un giro” non è legato all’età: 23 anni appena per Kvyat. In un ambiente chiuso e ultracompetitivo come la Formula 1, però, riaprire le porte chiuse nel modo in cui è avvenuto con Daniil potrebbe essere difficile, a meno di non avere le giuste chiavi, leggi supporto economico. Nel gioco di porte scorrevoli, chi è riuscito a entrare in Formula 1 quando ormai da tempo era una parentesi chiusa, è Brendon Hartley: «Era un po’ immaturo quando arrivò con noi in passato. Era veloce ma non riusciva a mettere insieme le cose, nell’arco di una stagione. Ora è tornato, ha 28 anni, scommetto che qualcosa di simile potrebbe accadere con Daniil. Per noi è positivo avere un pilota d’esperienza, visti tutti i cambiamenti che sono dietro l’angolo. Sta migliorando a ogni giro che fa e sono convinto che entrambi i nostri piloti potranno fare bene il prossimo anno». Risultati che passeranno dall’incognita Honda: quale livello di affidabilità e prestazioni riusciranno a offrire?

A ruote ferme, Franz Tost snocciola i vantaggi della collaborazione esclusiva con la casa nipponica, reduce dall’ennesima riorganizzazione del reparto Formula 1: «Con Honda procediamo nei tempi, abbiamo videoconferenze un giorno sì e uno no, c’è già una collaborazione stretta. Sono molto contento, siamo l’unico loro partner in Formula 1. E ho già visto dalla progettazione della monoscocca, possiamo intervenire con le nostre idee senza dover prendere quel che altri hanno programmato per loro stessi. E’ un grande vantaggio. Essendo gli unici, siamo certi avremo abbastanza power unit e componenti per l’intera stagione! E’ fantastico rappresentare il riferimento per un motorista».

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