L'abbinamento immediato tra il concetto di simulazione e la Formula 1, al di fuori della pista, corre quasi automatico alle possibilità di test che hanno le scuderie in fabbrica. Dati infiniti (in realtà si tratta di sessioni in numero limitato così come la quantità di dati stessi producibili) per indirizzare lo sviluppo aerodinamico, in particolare. Liberty Media guarda a un impiego maggiore delle simulazioni virtuali per valutare l'impatto di modifiche regolamentari.

Ross Brawn, sin dall'insediamento nel ruolo di responsabile Motorsport della nuova proprietà, indicò nella necessità di provare a lungo gli effetti di qualsiasi intervento immaginato per modificare i regolamenti tecnici e sportivi, prima dell'introduzione. Il gruppo di lavoro tecnico è all'opera per raccogliere dati e indirizzare la configurazione aerodinamica delle monoposto dopo il 2020, affinché siano in grado di correre una vicina all'altra riducendo gli effetti deleteri del girare in “aria sporca” sofferti oggi.

Un altro ambito di sperimetazione è anticipato da Pat Symonds, a capo dell'ufficio tecnico F1 di Liberty Media. E parla, ad esempio, di una possibile variazione del sistema di schieramento in griglia di partenza, possibilità ventilata già dallo scorso ottobre. «Siamo contenti di poter usare ambienti virtuali per provare alcuni cambiamenti regolamentari. Quel che possiamo fare è osservare le statistiche ottenute, la simulazione virtuale offre la possibilità di fare cose che altrimenti non sarebbero simulabili in modo semplice», spiega.

Richiama epoche passate e avanza paragoni utili esclusivamente a descrivere il supporto che può arrivare dai test nel mondo virtuale, dall'eSports Series, ad esempio.

«Porto un esempio di qualcosa alla quale stiamo pensando per quest'anno. Da un certo numero di anni, la griglia di partenza della Formula 1 è composta da una formazione con piazzole sfalsate. Sappiamo che uno dei nostri problemi è che mettiamo la macchina più veloce sulla griglia e separiamo le altre. Non era così, c'era un tempo in cui le macchine partivano appaiate, un tempo in cui c'erano quattro monoposto sulla fila davanti, abbiamo una foto nell'ufficio a Londra che credo sia di Monza. Cosa accadrebbe se rifacessimo quelle scelte? Non è qualcosa che si può simulare facilmente; possiamo andare dal nostro gruppo eSports e dire: “ragazzi, cambiamo la griglia, facciamo 20 gare”. Non devono essere gare di 300 km, solo i primi tre giri. Poi esaminiamo cosa accade. Avremmo un primo giro molto più emozionante o un'enorme collisione alla prima curva?».

L'ovvio paradosso della gara di tre giri per dire come gli interventi che arriveranno saranno supportati dai dati. L'idea di una griglia di partenza con monoposto appaiate e non più con le piazzole distanti 8 metri l'una dall'altra riporterebbe allo schieramento in voga fino all'inizio degli anni Ottanta, periodo di introduzione della griglia con due macchine per fila. Prima di allora, soluzioni miste per organizzare i piloti in partenza, schemi variabili, in funzione della larghezza dei tracciati e delle file da organizzare: fino alle 4 monoposto una accanto all'altra, con l'iconica immagine richiamata da Symonds che si riferisce al via del GP d'Italia del 1950.

Idee ripescate dal passato, progetti ai quali lavorare. Dal 2018, intanto, la realtà è di un'ancora più ferrea regolamentazione delle modalità di schieramento in griglia, con i piloti che dovranno rientrare esattamente all'interno della piazzola. Precisazione giunta dopo l'episodio che ha visto coinvolto Sebastian Vettel al via del GP di Cina, preso con la monoposto in posizione leggermente defilata rispetto al centro della piazzola, per evitare la porzione d'asfalto più umida.

«Facendo queste simulazioni e osservando le statistiche, possiamo iniziare a capire. Ci offrono la possibilità di un processo decisionale basato su prove, un mantra che predico regolarmente», ha commentato intervenendo alla conferenza Entertainment & Energy-Efficient Motorsport Conference.