Vive una fase di trasformazione interna e tecnica, Toro Rosso. L'avvicinamento ai test invernali è accompagnato dai cambiamenti registrati nel reparto aerodinamico, dove lascia il proprio ruolo, dopo quattro anni e mezzo trascorsi a Faenza, il responsabile del settore, Brendan Gilhome. Arrivato in Formula 1 nel 2005 con Sauber, ha percorso tappe importanti guidando il gruppo di aerodinamici in BMW Sauber fino al 2010, per passare successivamente in Mercedes, permanenza protrattasi fino al 2013.

Gilhome ha curato la veste aerodinamica del progetto STR13, monoposto che proietta Toro Rosso in una nuova fase. Ai vantaggi di poter contare su un motorista totalmente concentrato sulle esigenze del team si contrappongono gli interrogativi che porta con sé Honda. Franz Tost guarda con fiducia al futuro e tratteggia gli aspetti positivi della collaborazione: «Per la prima volta nella storia di Toro Rosso lavoreremo in esclusiva con un motorista. Questo ci offre un approccio completamente nuovo, che inizia dalla progettazione del telaio. Ad esempio, siamo riusciti a definire il posizionamento dell'unità in funzione delle idee dei progettisti, una possibilità decisamente diversa al passato, quando si trattava di un “mangia o muori”». Il riferimento alle forniture clienti di Renault e Ferrari, con i relativi vincoli ai quali adeguarsi.

«Toro Rosso è molto più coinvolta nell'intero processo di sviluppo, abbiamo già completato tantissime prove al banco con la trasmissione. Sarà una sfida difficile quella che avremo nella nuova stagione, ma la accettiamo con piacere», aggiunge, intervistato da Speedweek.

La collaborazione sarà anche una convivenza tra visioni e culture diverse, una necessità già vissuta in McLaren, dove Eric Boullier ha raccontato del suo ruolo di “mediatore” in tre stagioni fallimentari. Non mancano i seminari dedicati ai dipendenti del team di Faenza, mirati a scoprire la cultura nipponica e sincronizzare realtà e modi di operare diversissimi. Rispetto a McLaren, altri risultati spera di portare a casa Franz Tost, certo che «i difetti del passato sono stati individuati da Honda e tutti lavorano per eliminarli».

Carenze tecniche da superare, prestazioni deficitarie fino allo scorso anno e un salto enorme da compiere proprio nel campionato del limite più stringente e assurdo sull'impiego di power unit: «Quanto al limite dei tre motori, dipenderà principalmente da come Honda terrà sotto controllo l'affidabilità. E' chiaro non sarà semplice, il numero così ridotto di power unit ci causa un po' di mal di testa». Non solo a Toro Rosso-Honda.

Ruote in pista a Barcellona il 26 febbraio, con l'esigenza vitale di macinare chilometri su chilometri, una necessità della quale non ha fatto mistero Pierre Gasly. La STR13 ha superato i crash test e, a dispetto del cambio di motorista ufficializzato solo a Singapore, Franz Tost commenta: «Raramente abbiamo effettuato la scelta del motorista così presto. Ricordo che due anni fa la scelta di cambiare verso Ferrari non era stata definita fino a dicembre e siamo riusciti a gestire la preparazione delle macchine per la stagione successiva. L'utilizzo del nostro cambio ha semplificato il processo».

Se dal legame con Honda arriveranno anche i benefici legati alla visibilità e nuovi sponsor prospettati da Tost, lo diranno i risultati in pista, quelli che hanno affossato l'appeal McLaren nelle ultime stagioni: «Collaborare con un marchio di tale rilievo aumenterà la visibilità e i tifosi Toro Rosso, sono convinto favorirà anche la ricerca di sponsor».