Progettate per esprimere la massima prestazione quando si trovano a correre nelle condizioni ideali per il funzionamento dell'aerodinamica, le monoposto di Formula 1 innescano uno scenario critico nel momento in cui si avvicinano a un'altra macchina e l'aerodinamica risulta disturbata. “Girare in aria sporca” è il termine ricorrente che condiziona la prestazione, per diminuzione di punti di carico aerodinamico e per le conseguenze collegate, sulle gomme. Le difficoltà delle monoposto nel correre vicine tra loro incide direttamente sulle opportunità di sorpasso. Il dato relativo alla stagione 2017, il -47% registrato rispetto alla stagione precedente, andrebbe contestualizzato e rapportato anche alla qualità dei sorpassi. Pochi ma veri, conta decisamente più dell'espressione numerica.

Tra gli interventi ai quali lavora il gruppo tecnico di Liberty Media in prospettiva futura, la definizione di una diversa veste aerodinamica, che renda meno sensibili le monoposto nelle fasi di corsa con divari ridotti. L'analisi con modelli in scala in galleria del vento e le simulazioni con i dati reali forniti dalle scuderie sui progetti 2017, traccerà un quadro chiaro all'interno del quale intervenire.

Già da un gap di 1”5 si verifica uno scenario critico per la prestazione della macchina e il rendimento delle gomme. Secondo Mario Isola, responsabile Car Racing Pirelli, la Formula 1 dovrebbe privilegiare caratteristiche di maggior grip meccanico anziché aerodinamico.

«La mia opinione personale è che dovremmo avere più grip meccanico e meno di tipo aerodinamico. Con maggior grip meccanico incoraggi i sorpassi, diventa più semplice seguire un'altra monoposto perché perdi meno carico aerodinamico. E' più facile provare a sorpassare potendo seguire più da vicino l'altra macchina. In futuro mi piacerebbe vedere monoposto con maggior grip meccanico e meno aerodinamico. Oggi si perde la prestazione della gomma perché la temperatura aumenta in conseguenza dello scivolamento della macchina. Il gran passo in avanti compiuto lo scorso anno, con la nuova famiglia di mescole, è stato nella progettazione delle mescole e nell'utilizzo di nuovi ingredienti per diminuire il surriscaldamento e tenerlo sotto controllo. Così, anche se sale la temperatura superficiale della gomma, la mescola resta in grado di assicurare un buon livello di aderenza», ha analizzato, intervistato da F1fanatic.