In attesa dell'ufficializzazione di uno scenario che segnerà una metamorfosi nella trasmissione in tv della Formula 1 in Italia nel 2018, con l'addio della RAI e un diverso assetto nella diffusione dei gran premi sui canali in chiaro, Sean Bratches, responsabile dell'area commerciale di Formula One Group, anticipa alcune delle novità che debutteranno sul fronte della fruizione dei contenuti "premium".

Una Formula 1 in grado di parlare il linguaggio social di un nuovo pubblico e al tempo stesso rivolgersi con strumenti specifici allo spettatore più appassionato, attento ed esperto, diffondendo molti più dati su quanto accade in pista. Tanta strada da percorrere ancora, a un anno dal passaggio di consegne tra Bernie Ecclestone e Chase Carey. Gli investimenti sostenuti dalla nuova proprietà per il rinnovamento degli uffici londinesi, la creazione di una struttura per aree prima non esplorate – i contenuti digitali, tra questi -, hanno inciso sostanzialmente sui ricavi disponibili per le scuderie, con i conseguenti mal di pancia delle stesse per le entrate in calo.

Dal Gran Premio di Spagna 2017, Liberty Media ha lanciato le F1 Experiences, attività nel paddock mirate a generare un coinvolgere maggiormente dei tifosi: «Abbiamo provato degli interventi ma siamo ancora distanti dall'obiettivo. Stiamo lavorando perché un elenco di personaggi famosi possano essere ai gran premi, così da attirare ancor più attenzione. Poi c'è la piattaforma digitale da rilanciare, già in programma. Oggi per noi è solo un costo, i tifosi non possono scaricare contenuti esclusivi», racconta Bratches ad Auto motor und sport.

Su alcuni mercati sono già stati sottoscritti accordi in esclusiva per la trasmissione dei week end di gara e altri contenuti in streaming, in un affiancamento tv-internet che secondo Bratches può coesistere seguendo l'esempio di altri sport: «Il mercato ha dimostrato di poter accogliere simultaneamente i contenuti prodotti su internet e quelli delle emittenti tv. Gli altri sport sono già molto più avanti del motorsport. Nel 2018 offriremo una nuova grafica tv che presenterà i contenuti in modo molto più fruibile dal consumatore. Offriremo presentazioni virtuali, sul posizionamento delle macchine in pista».

Un altro grande passo avanti è atteso sul fronte dei contenuti accessibili ai tifosi: «Introdurremo un'offerta di streaming diretto ai fan, tanto dei contenuti in diretta che non. Avranno accesso diretto ai dati delle monoposto: 120 sensori trasmettono 1.500 tracce dati al secondo. Filtreremo tra i 30 e i 50 dati, una parte di essi sarà interessante per gli spettatori ordinari, l'altra per i tifosi più appassionati e sarà a pagamento. Elaboreremo i dati graficamente per renderli interessanti e ritagliati su misura. Ad esempio, il tifoso di Verstappen è interessato al punto di staccata esatto di Max e avrà il dato verrà registrato».

Nel mirino: Non è la Rai... che vuole perdere la F1

Un rapporto Formula 1-pubblico che proseguirà nel solco di quanto sperimentato, con successo, a Londra. Ci saranno eventi nelle grandi città, a stretto contatto con i tifosi, sebbene con caratteristiche diverse dall'evento di Trafalgar Square: «Gli eventi come quello di Londra sono molto importanti, anche se quelli futuri non saranno più così grandi. Abbiamo in programma qualcosa di simile a Marsiglia, Berlino, Milano, Shanghai e Miami, ma non con così tante macchine. A Marsiglia, ad esempio, girerà Renault; è importante il contatto tra Formula 1 e il pubblico fuori dalla pista. Porta il nostro messaggio a una platea che altrimenti non raggiungeremmo».