E' un fronte da monitorare attentamente e dal quale potrebbe arrivare una fornitura ad interim, due stagioni in attesa di quella che sarà la nuova Formula 1 ibrida, probabilmente con Aston Martin impegnata in prima persona e supportata da Cosworth. Red Bull guarda Toro Rosso-Honda, sullo sfondo di una fornitura 2019 da definire, viste le già dichiarate intenzioni Renault di ridurre l'impegno sui team clienti dalla prossima stagione. Immaginare un tratto di strada da percorrere a braccetto con Honda vorrebbe dire considerare anche gli aspetti tecnici di una filosofia progettuale diversa rispetto a Renault, ingombri e spazi da ripensare, come raccontato da Tim Goss, direttore tecnico McLaren.

All'orizzonte, i test di Barcellona praticamente alle porte. Meno di un mese e si scenderà in pista. Red Bull è sotto esame, dovrà dimostrare di saper essere competitiva sin dalla prima gara, qualcosa che non le riesce da troppe stagioni ormai. Campioni dell'inseguimento, nel ricucire le distanze durante l'anno, per ambire al titolo servirà anche altro. Helmut Marko è certo che sin dai test invernali la RB14 saprà dare maggiori garanzie di prestazione e, commentando la fase di avanzamento del progetto, aggiunge: «Sulla scorta dell'esperienza avuta l'anno scorso, abbiamo posto una data ultima agli ingegneri estavolta non ci sono tentennamenti sulla capacità d'esser pronti al primo test». E' nella corde dei top team lavorare al progetto fino all'ultimo, testare soluzioni da realizzare a cavallo delle sessioni di test e mandarle in pista in tempo utile per validarle prima che parta tutto il materiale alla volta dell'Australia. Marko, aggiunge: «Toro Rosso è sempre un po' più avanti rispetto a Red Bull con la realizzazione della nuova macchina. Se Toro Rosso è già alla fase produttiva, Red Bull non ha ancora ultimato il design».

Un junior team che guadagna autonomia dalla collaborazione esclusiva con Honda. Un rapporto che, secondo Marko, consentirà ai giapponesi la libertà mancata in McLaren: «Honda è molto attiva e ha già trovato qualcosa. Forse potranno essere sullo stesso livello di Renalt con il secondo motore. A causa delle specifiche del telaio McLaren, non hanno potuto sviluppare liberamente la power unit, dovendo ricorrere a soluzioni di compromesso e si sono trovati limitati. Alonso ha fatto tutto il possibile per far apparire cattivo il motore», riporta auto motor und sport. Ecco, i commenti saranno stati anche al vetriolo ma Honda ce l'ha messa tutta per dar adito a tanto malcontento.

L'editoriale: Dal Monte a Daytona è passione vera

La partita iridata tra Mercedes, Ferrari e Red Bull continuerà ad avere nella power unit un elemento cruciale. E' Renault a dover dimostrare di aver ridotto le distanze, in termini di cavalli – con Brackley e Maranello che corrono verso i 1.000 cavalli al banco –, di affidabilità e di specifiche mappature nel momento in cui più servono: al sabato. «La cosa peggiore è la modalità qualifica di Mercedes. Sono sempre davanti nelle prove e su gran parte delle piste non puoi sorpassare. Per questo, a volte consumano anche molto meno carburante. Mercedes è chiaramente davanti nell'insieme del pacchetto, nella guidabilità, nelle prestazioni, nei consumi e nella disponibilità di potenza elettrica del MGU-H»