L’Imperatore Napoleone Bonaparte era così piccino e solo a Sant’Elena senza i suoi granatieri. Iconografia d’un genio, simbolo di un’era. E i nostri piloti saranno altresì così piccini in griglia di partenza, svuotata delle statuarie “grid girl”. Bandite da Liberty Media, perché “non crediamo questa pratica sia appropriata o rilevante per la Formula 1 e i suoi fan, vecchi e nuovi, di tutto il mondo”.

E detto dagli americani, per cui un evento sportivo non è tale senza majorette, fuochi d’artificio, birra e hot dog, suona perlomeno farisaico. Certamente non fu un’ombrellina a mettere il gas nel piede di Schumi, né tantomeno in quello di Hamilton.  Nel 2015 sono state bandite dal Mondiale Endurance, nello stesso anno si è tentato, con risultati grotteschi (Vettel dixit), di affiancare muscolosi giovani alle monoposto sulla griglia di Montecarlo. E la domanda è: perché?

Non si tratta di mercificazione del (sacro) corpo femminile. Né di oggettivazione, nel senso di corpo oggetto. Si tratta di spettacolo. Panem et circensem. Anzi Circus. Aggiungere (più) bellezza allo splendido. Sarà discriminazione. Sessismo. Ma la vera domanda è: che fastidio davano? “Sono chiaramente in contrasto con le norme della società moderna”, dichiara Sean Bratches, managing director della Formula 1. Perfetto. Allora leviamo anche lo champagne dal podio. E i fuochi d’artificio. E le grigliate dai campeggi. E il rumore. Vivendo con ieratico pentimento ogni gran premio