Il rito della prima accensione della power unit sulla Mercedes W09 si è consumato mercoledì scorso. Un progetto chiamato a sanare le criticità di partenza della W08, si presenterà con un passo più corto anzitutto e dovrà essere più leggera della monoposto che esordì a Melbourne nel 2017, messa a dieta durante l'anno. Aspettando la presentazione del 22 febbraio a Silverstone, Toto Wolff racconta che inverno è stato per il team: «Non va mai tutto completamente liscio, provi a superare i limiti, rendere la macchina il più leggera e veloce possibile. Abbiamo trascorso un buon inverno, senza veri drammi, resta comunque un momento dell'anno ad alto contenuto di stress. La W08 è stata la macchina più veloce lo scorso anno, dovevamo stare attenti quindi a non buttare quelle cose che funzionavano ma solo a porre rimedio alle difficoltà che aveva palesato. Vedremo nei test se la macchina si comporterà un po' meglio o no».

Sarà un confronto sulla carta simile al 2017, per avversari attesi: Ferrari e Red Bull i veri, immediati, contendenti al titolo da battere. Allungare la striscia di vittorie abbinate, titolo Piloti e Costruttori, è il naturale obiettivo in una stagione di stabilità regolamentare: «Si parte tutti da zero, siamo estremamente fieri dei 4 doppi titoli, ma non sono una garanzia che ce ne sarà un quinto. La predisposizione di tutti, finora, è stata quella di restare umili sui risultati ottenuti al tempo stesso, però, motivati e carichi per provare a vincere ancora le gare ed eventualmente, speriamo il titolo. E' difficile dire quale squadra sarà davanti, l'anno scorso la Ferrari ha sorpreso tutti, ha messo in pista una macchina che ha funzionato sin da subito, quest'anno i regolamenti restano uguali ma c'è una nuova gomma che si introduce nell'equazione, quindi, non so. La cosa più eccitante del 2018 sarà entrare nuovamente in competizione, scoprire dove siamo come team, se avremo interpretato al meglio la monoposto, se le prestazioni saranno buone abbastanza per battere gli altri, è la competizione nel week end di gara che mi emoziona maggiormente».

Il 2018 sarà il campionato più lungo di sempre, una densità di gare a luglio mai raggiunta, con tre gran premi in altrettante settimane. Troppi appuntamenti? A dire di Wolff sono diverse le criticità: «E' molto difficile per il team, non sono solo le 21 gare da fare, sarà stressante per l'intera organizzazione e per i componenti della squadra. Non dovremmo andare oltre 21 gare, anche per il solo fatto che si diluisce l'esclusività dell'evento; l'anno scorso abbiamo corso 20 gran premi ed era già un limite per l'organizzazione. Mi mancherà la Malesia, però torneremo in Germania e sarà importante per Mercedes, poi mi piace Monza, lo stile di vita italiano: è un gran premio speciale. Sono certo di averne dimenticati tanti altri che mi piaceranno. Quanto al Paul Ricard lo conosco bene, ci ho gareggiato personalmente tante volte».

Sul fronte piloti è una Mercedes che si appresta a raggiungere l'accordo con Lewis Hamilton, prosecuzione del rapporto che attende solo la firma: «Lewis è diventato un pilone talmente importante nel team che è ovvio continuerà con noi, le discussioni sono in corso, c'è un approccio positivo ed è solo questione di tempo prima di mettere la firma sul contratto». Maggiori incognite, in ottica 2019, sul nome del secondo pilota. In corsa c'è Bottas per una conferma da guadagnare a suon di risultati, la pista Ricciardo non va scartata per creare un'accoppiata di primissimo piano, poi c'è da tenere d'occhio il talento di Esteban Ocon, campione in erba da promuovere in prima squadra. I nomi da monitorare sul mercato, a breve termine, sono questi tre.

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Quanto al medio-lungo periodo, i piloti del programma junior da coltivare e introdurre alla Formula 1: «Ogni anno fissiamo degli obiettivi per i ragazzi dello junior team, e li abbiamo centrati l'anno scorso. Se vuoi proporti a Mercedes devi essere veloce, lavorare bene, non commettere errori, dare energia al team, proviamo a misurare tutto ciò e quel che avviene in un anno. Teniamo gli occhi aperti per individuare il nuovo Lewis Hamilton, tra 4, 5 o 6 anni, quando Lewis dovesse decidere di averne abbastanza della Formula 1. Guardiamo a tutte le categorie, anche ai kart, a sostegno di giovani piloti italiani: si tratta solo di individuare il talento, non importa dove si trovino al momento».

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