Manca l'azione e mancano i protagonisti, nel lungo inverno della Formula 1. Per fortuna esiste Fernando Alonso con le sue sfide a movimentare tre mesi di attesa interminabili, prima che l'obiettivo si sposti nuovamente in pista, da riempire con discussioni appassionate sulle Grid Girls o gli orari dei week end di gara modificati. E di una presunta rivalità che, nei fatti, non esiste. Formula 1 e Formula E non potrebbero essere più diverse tra loro. Può ritagliarsi il proprio spazio vitale la serie elettrica, margini di evoluzione indirizzati nel verso giusto con la presentazione della nuova monoposto.

Sono le parole di Alejandro Agag, tuttavia, a offrire una replica sferzante di Chase Carey. Un punzecchiarsi che inizia dalle dichiarazioni di Agag a Londra, in occasione della presentazione del title sponsor ABB: «Credo che la Formula E diventerà davvero grande. In 20, 30 o 40 anni, saremo l'unica categoria del motorsport. Potrebbero esservene altre, ma saremo probabilmente quella principale perché il mondo sarà elettrico». Il secondo colpo di fioretto tra categorie è arrivato proprio con la decisione della Formula 1 di rinunciare alla presenza delle Grid Girls, bollata dalla Formula E come un "Benvenuti nel 21° secolo".

E' sulla visione di Agag, della serie elettrica destinata a superare in popolarità la Formula 1, che Chase Carey indirizza la risposta, intervistato da Auto Bild: «Sono contento che abbia la palla di cristallo e riesca a leggere il futuro tra 20 o 30 anni. La Formula E non è un nostro avversario, rappresenta un tema che interessa tutti noi: l'ambiente. Inoltre, è più uno street party che non un evento sportivo. Le persone che sono state a un ePrix mi hanno raccontato di essersi divertiti perché c'era della buona musica e del buon cibo. La Formula 1 è vista in tutto il mondo, adesso possiamo traghettarla verso un nuovo livello. Sono convinto, senza alcun dubbio, che anche altre categorie possano esserci d'aiuto, perché generano interesse, tuttavia, è la Formula 1 la prima della classe e tale resterà».