Aspettando che rivelino la data di presentazione della VJM11, aspettando la conferma in pista di quarta forza del campionato, a dispetto di un budget che lascerebbe immaginare una navigazione in altre, più agitae, acque, parla Vijay Mallya in casa Force India. Timoniere confinato in Gran Bretagna, dalla quale raccoglie i riconoscimenti tributati al team: «Non abbiamo risorse e lussi sui quali possono contare i grandi costruttori, non è un segreto che ci manchi il potenziale finanziario di una Mercedes o Ferrari. Queste scuderie privilegiate beneficiano anche di premi in denaro che allargano ulteriormente la forbice sui team indipendenti. Una redistribuzione più equa consentirebbe agli altri, Force India inclusa, di competere su un piano più equo. Finché non si risolverà questo aspetto, è improbabile che si possa assistere a squadre indipendenti regolarmente in lotta per vincere ogni settimana.

Nell'attesa, traiamo il massimo dalle risorse che abbiamo, sono particolarmente fiero nel leggere le analisi che ci indicano come campioni del mondo della “massima resa con minima spesa”».

Una Force India tecnicamente legata a Mercedes, vista l'adozione dell'intero retrotreno, eppure in grado di proporre una strada, in tema di assetto rake, seguita con interesse proprio dal suo fornitore di power unit, nonostante i vincoli sugli ingombri della trasmissione. L'area tecnica della squadra di Silverstone ha potuto lavorare durante l'inverno con una mole di dati utili per indirizzare lo sviluppo del nuovo progetto mai così validi, ha assicurato il direttore tecnico Andy Green. Dovranno confluire in una Force India VJM11 in grado di contrastare la rimonta McLaren e Renault, in un affollamento delle posizioni a ridosso dei primi tre team che rischia di far scivolare indietro proprio Force India: «Al momento c'è un abisso da colmare sui primi tre team, sono fiero siamo i migliori degli altri. Dobbiamo essere realisti su quel che possiamo ottenere con le nostre risorse, l'obiettivo per il futuro è di mantenere la posizione e iniziare a ridurre le distanze da chi ci sta davanti».

L'editoriale: E ora entriamo in zona rossa

Le nuove linee del progetto 2018 le scopriremo in queste due settimane che ci separano dalla prima uscita nei test di Barcellona. E sul lato “estetico” della Formula 1 e non solo, Mallya racconta: «Le macchine degli anni '90 cattureranno sempre la mia immaginazione, è stato allora che per la prima volta venni coinvolto da vicino in Formula 1 e quelle macchine evocano emozioni speciali. Mi piacciono anche le monoposto degli anni Settanta e Ottanta. Al tempo stesso non c'è più motivo di avere nostalgia del passato, dobbiamo centrare un equilibrio tra nuove tecnologie e tradizione. Le monoposto della nuova era, compresa la nuova macchina della Formula E, ha un aspetto aggressivo, anche con l'Halo, ed è importante siano interessanti per le generazioni di tifosi più giovani che stiamo provando ad avvicinare allo sport», commenta al First Post.