Haas, atto terzo. Bene, oltre le previsioni, al debutto. Ridimensionati nella stagione della conferma. Determinati a recuperare nel 2018. Per farlo, il team di Gene Haas si affida ancora a Romain Grosjean e Kevin Magnussen, alla dote di componenti Ferrari più ampia possibile concessa dal Regolamento tecnico. La sfida nel gruppo immediatamente dietro i big sarà serrata e difficilmente riuscirà a inserirsi la scuderia statunitense. Gene Haas fissa l'asticella a quote da primato, quando immagina i divari entro i quali navigare nella prossima stagione. 

«Sembra che tutti miglioreranno. Abbiamo individuato i nostri punti deboli parlando faccia a faccia con Guenther Steiner su quale direzione avremmo preso e come avremmo migliorato. Non è un segreto, usiamo tanti componenti Ferrari, pertanto rappresentano il nostro riferimento. Dovremo essere entro il mezzo secondo di distacco dalle Ferrari, per essere competitivi. Non lo siamo stati lo scorso anno, direi che eravamo tra un secondo e un secondo e mezzo più lenti di loro. In generale, siamo stati forse a 2 secondi dalla pole, pertanto dovremo abbattere 1 secondo se vorremo davvero essere competitivi».

Un secondo di recupero sui migliori: un'enormità. Cruciale sarà l'interpretazione delle gomme Pirelli, principale limite prestazionale lo scorso anno, a causa di una monoposto che non è riuscita a far lavorare correttamente le coperture: «Vogliamo risolvere i problemi tecnici che ci stanno rallentando. Le gomme sono quello più difficile che abbiamo, perché devi farle lavorare in una certa fascia di temperature, ma il modo in cui tieni le gomme in quella finestra operativa è conseguenza del modo di gestire il carico aerodinamico, della resistenza all'avanzamento, di come gestisci lo scivolamento delle gomme. Sono molto sensibili al carico deportante, al riscaldamento e lo scivolamento: per farle lavorare correttamente devi avere il telaio e l'aerodinamica giusti. Se il pacchetto non funziona correttamente, la macchina diventa molto difficile per i piloti e non puoi aspettarti che compensino una monoposto che non riesce a stare in pista».

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Di gran lunga la preoccupazione principale, la gestione delle gomme, nell'equazione prestazionale. Dorme sonni tranquilli, invece, sulla tenuta della power unit Ferrari: «Più campionati corri con un pacchetto, più diventa affidabile. Non ho dubbi che riusciranno a fare una stagione con tre motori, in aggiunta non ci sarà questa tremenda esigenza di aggiornamenti, perché la potenza del motore è in qualche modo appiattita. Stanno estraendo il massimo delle prestazioni possibili dall'attuale pacchetto, non credo che Mercedes o Renault saranno così davanti o dietro a Ferrari, credo rientreranno l'uno dall'altro in uno scarto dello 0,5%. Credo che i motori Ferrari siano eccellenti sotto il profilo dell'affidabilità».

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