Propositi per il nuovo anno, firmati Daniel Ricciardo. A partire dalla monoposto, confidando nel favore della numerologia, con il 13 alle spalle e l'attesa riposta su Red Bull RB14: «Certamente non sarà una monoposto sfortunata, sarà la migliore del lotto», quando gli chiedono di descriverla in 14 parole. Ambizione favorita dalla stabilità regolamentare che permetterà di sviluppare quanto di buono prodotto nella seconda metà dello scorso campionato.

I test di Barcellona offriranno la prima, inequivocabile, cartina di tornasole del lavoro svolto a Milton Keynes e dal partner motorista. Nell'anno della scelta contrattuale che scriverà la fase successiva della carriera del pilota australiano, l'augurio sul progetto 2018 è che permetta di lottare per la conquista del titolo: «C'è la voglia di attaccare quest'anno. Possiamo battere Mercedes e Ferrari. Non ci sono stati tanti cambiamenti regolamentari, abbiamo migliorato notevolmente la monoposto rispetto allo scorso anno, per cui dovremmo essere in grado di trasferire, in linea di principio, i miglioramenti in questa stagione e continuare a evolvere da dove abbiamo concluso. Dovremmo essere in grado di lottare più spesso, ce lo dirà il tempo ma sono fiducioso».

Indipendentemente dal livello di competitività Red Bull, il metro di paragone unico, diretto, sarà rappresentato da Max Verstappen. Far meglio del fenomeno, dovrà essere la missione principale. «Ho degli obiettivi che voglio raggiungere, ma non si tratta per forza di dire: voglio essere sul podio già due volte alla terza gara e aver ottenuto una pole position. Voglio essere sincero con me stesso e assicurarmi di essere preparato al meglio a ogni gara, così saprò che avrò ottenuto il massimo da ognuna», racconta Daniel.

Al Montmelò inizierà lo sviluppo della RB14 con la gamma Pirelli 2018, saggiata ad Abu Dhabi e scoperta con caratteristiche leggermente diverse. Uno step più morbida l'intera offerta di mescole, oltre l'introduzione della Hypersoft: «Dalle gomme, nei test, ho sentito alcune delle caratteristiche, l'impressione è che il grip complessivo sia simile, ma arriva in modo diverso, ad esempio, ce n'è un po' di più in inserimento, un po' meno successivamente quando dai più angolo».