Le novità si conteranno al di là dei 7 colori per altrettante mescole Pirelli da asciutto. Venticinque giornate di test in pista, con le monoposto 2017, hanno assicurato alla casa della P lunga i chilometri necessari per testare le soluzioni chiamate a migliorare un'offerta necessariamente più conservativa nella prima stagione della Formula 1 più veloce di sempre. Primo assaggio delle caratteristiche delle coperture 2018 avuto ad Abu Dhabi, lo scorso novembre, giornate cruciali per i team e i piloti, per farsi un'idea di cosa avrebbero trovato nella stagione ormai alle porte.

Due mescole da asciutto in più – di fatto una, la Hypersoft, essendo la Superhard una sorta di mescola di “sicurezza”, da mandare in campo se carichi e prestazioni delle monoposto dovessero registrare un incremento nettamente superiore al previsto – e un perfezionamento delle gomme da bagnato: «Sul fronte della carcassa, le gomme da asciutto 2018 sono cambiate principalmente all'anteriore. Si tratta di un passo importante in termini di profilo. Le mescole sono tutte uno step più morbide, più aggressive e con più aderenza. Sebbene le gomme da bagnato estremo e le intermedie non vengano usate spesso, c'è una piccola modifica regolamentare anche su quel fronte. Le gomme da bagnato estremo conservano le due mescole, come già lo scorso anno, le intermedie aggiungono una seconda mescola, avremo due specifiche anziché una», spiega Loic Serra, Capo dinamica del veicolo in Mercedes.

Pneumatici omologati entro l'1 dicembre 2017, come prescrive il regolamento. Mario Isola ha tracciato le caratteristiche delle nuove gomme, sviluppate con l'obiettivo di offrire alle squadre diverse soluzioni strategiche, uno degli aspetti - la variabilità tattica - venuti meno lo scorso anno, vissuto su gran premi mono-strategia, nella stragrande maggioranza dei casi rappresentata da un'unica sosta ai box. Gomme 2018 che produrranno un incremento delle prestazioni stimato in 1”5.

Con i chilometri dei test di Abu Dhabi realmente indicativi per avere un'idea delle caratteristiche delle gomme che verranno impiegate nel 2018, i dati raccolti dalle squadre dicono di mescole destinate a subire un degrado maggiore. Considerazioni da legare alle sensazioni raccontate da Daniel Ricciardo, di pneumatici che generano maggior grip soprattutto nella fase di inserimento in curva.

«Lo scorso anno abbiamo avuto solo tre gare con due pit-stop, il resto sono state gare a una sosta sola. Il problema è che, avendo un basso livello di degrado, non c'è stato molto di quello che io considero gareggiare, non abbiamo visto molte macchine in grado di poter operare diverse scelte strategiche. Eri bloccato sulle opzioni utilizzabili. Pirelli ha dovuto realizzare una gomma 2017 che fosse robusta, per quello che era uno dei più importanti cambiamenti aerodinamici mai affrontati. Hanno raggiunto l'obiettivo ma le gomme si sono rivelate troppo solide al primo tentativo. Quel che hanno provato a fare, adesso, è creare gare migliori, offrire più opzioni strategiche, più opportunità per gare a due soste e una gamma di mescole che si addica maggiormente alle piste», spiega James Vowles, capo delle strategie Mercedes.

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Il programma di sviluppo Pirelli 2018 seguirà un percorso uguale allo scorso anno, con giornate di test dedicate, ripartite su tutti i team e con monoposto dell'anno in corso. Il dettaglio che ha riempito ulteriormente di significato il test di Abu Dhabi 2017, ribadisce Vowles. «E' stato un test che ha costituito una scoperta enorme. Sono gomme più morbide, vuol dire avere maggior degrado, un decadimento del tempo sul giro superiore e più pit-stop richiesti. Lo scorso anno, quando agganciavi un altro pilota, le sue gomme non soffrivano un gran decadimento. Pertanto, nelle aree da sfruttare per il sorpasso, nei punti di frenata e in trazione, non c'era un delta di prestazione sufficientemente ampio. Nel 2018 avremo differenze maggiori e permetteranno più sorpassi. Ancora non sappiamo quanti. La mia opinione personale è che vedremo più pit-stop, un po' di sorpassi in più rispetto allo scorso anno e monoposto che perderanno molta più prestazione nel tentativo di mantenere la stessa gomma».

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