Honda, tra le sorprese. Di affidabilità, per ora. Due giornate di test a Barcellona e Toro Rosso in grado di girare con costanza, 93 passaggi con Hartley lunedì, 59 con Gasly a metà della giornata di martedì. Osservato speciale di Red Bull, il motorista nipponico. Perché va risolta la posizione del team di Milton Keynes in prospettiva 2019: legarsi ancora a Renault, prospettiva che appariva remota lo scorso anno, o scommettere su Honda prima della nuova era di power unit, post-2020? E' un Christian Horner che non esclude alcun scenario, mentre Cyril Abiteboul fissa una sorta di scadenza entro la quale Red Bull dovrà manifestare le proprie intenzioni.

Si allinea alle previsioni del regolamento sportivo, modificato nel 2015 per assicurare a tutti i team iscritti al mondiale la certezza di disporre di una power unit. «Non resteremo in attesa in eterno. So a cosa fa riferimento Christian quando dice di avere delle opzioni. Ha assolutamente ragione, anch'io leggo i contratti e so quali obblighi abbiamo nei confronti dello sport. Una cosa è chiara e si tratta della programmazione. Ci sarà una data limite per Red Bull Racing affinché definiscano quel che vorranno fare in futuro. E' presente nel regolamento sportivo, credo che entro la fine di maggio dovrà farsi chiarezza su chi fornirà chi, quale motorista con quale team cliente. Per quanto ci riguarda, sarà quella la scadenza», spiega Abiteboul, concedendo il margine per finalizzare un eventuale accordo e definire i particolari della fornitura anche in un momento successivo.

Il lusso di poter restare alla finestra, monitorando i progressi e la competitività Honda e Renault, prima di assumere una decisione. Opzione alternativa che è simmetrica, di fatto, a quella che Red Bull può vantare sul mercato piloti, con un Carlos Sainz il cui “cartellino” è sempre di proprietà Red Bull Racing e potrebbe subentrare a Daniel Ricciardo, qualora non intervenisse il rinnovo con il pilota.

La diretta dei test a Barcellona

Christian Horner a Barcellona ha parlato non solo di prospettive legate alla fornitura di power unit ma anche della necessità che Renault avvicini le prestazioni Mercedes, oltre a sanare i vizi di affidabilità sofferti l'anno scorso. «Se i numeri richiamati da Mercedes sono reali (1.000 cavalli al banco; ndr) allora il divario andrà solo ad ampliarsi. Renault ha il suo team adesso, hanno le loro esigenze da soddisfare. L'affidabilità ha rappresentato una priorità durante l'inverno per Renault, hanno coperto più chilometri che mai in tutta l'era V6, quindi arrivano meglio preparati e speriamo che ciò consenta loro di concentrarsi sulle prestazioni. Speriamo di assistere a una convergenza sempre maggiore tra i diversi motoristi».