Cento giri in due. Il programma Williams a Barcellona raccoglie chilometri utili nella seconda giornata, che ha visto Sergey Sirotkin impegnato al mattino e Robert Kubica al pomeriggio. Tornate ripartite pressoché in equilibrio perfetto, compie 4 passaggi in più Sirotkin, a quota 52. Kubica marca la platonica miglior prestazione sulla FW41. Il mantra dei test è di non leggere alcunché nei responsi del cronometro, un imperativo ancor più forte viste le condizioni meteo che tormentano Barcellona.

Così, è interessante ascoltare Kubica e mettere una volta per tutta la parola fine su un ritornello sterile: ha limitazioni alla guida? Quanto incidono? Robert è in grado di girare su una monoposto di Formula 1, da terzo pilota e tester Williams potrà dare un contributo fondamentale allo sviluppo della FW41 e, con le sessioni in pista – tra test e libere del venerdì – in programma quest'anno avrà una migliore conoscenza delle gomme Pirelli e come sfruttarle al meglio. Questo conta.

«Sono sempre stato a mio agio in macchina, erano i media a dire che non lo ero. Se continuo a cambiare macchina, continuerete a dire che ho delle limitazioni. Penso dovremmo smetterla, perché se riesco a saltare in macchina e fare il mio lavoro, questo dovrebbe essere sufficiente», racconta.

«Ho delle limitazioni che non ho mai nascosto, il problema è che sono stato troppo onesto con tutti e hanno continuato a chiedermi sempre le stesse cose.

La diretta dei test a Barcellona

Sto vivendo un bel periodo, mi godo il ruolo che rivesto e spero di poter dare un messaggio positivo dopo tanti anni». Arriveranno anche le occasioni per misurare la velocità in un confronto diretto con i piloti titolari durante l'anno, dopo un primo assaggio sotto forma di 48 giri, Kubica ha collezionato comunque indicazioni utili sulla FW41: «Non è facile salire su una macchina nuova in condizioni meteo così difficili e trovare la fiducia per spingere. Penso abbiamo svolto un lavoro importante, sebbene sia stato breve. Ci dà, comunque – a me in particolare – un'idea su come lavorare meglio per il futuro e come intervenire in alcune aree nelle quali possiamo migliorare la macchina. Ne ha certe nelle quali è altamente competitiva ma, al tempo stesso, è necessario lavorare su alcuni problemi che, sono convinto, risolveremo».

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