Ha iniziato col piede giusto, mettendo insieme 178 giri utili quando la pista ha consentito a Toro Rosso-Honda di compiere le verifiche attese da una sessione di test. Le somme sul lavoro svolto dal motorista si tireranno quando sarà tempo di impacchettare il materiale e spedirlo alla volta di Melbourne, con un quadro complessivo sui chilometri percorsi e i punti critici che ulteriori 5 giornate di prove faranno emergere. E' un Franz Tost soddisfatto di come procede il lavoro nel team, accanto al nuovo partner. E non si fa mancare una stoccata all'ex motorista Renault: «In Renault non ho trovato alcuna metodologia di lavoro. Con Honda procede tutto molto bene». Visti i modi della separazione e la coda di campionato lo scorso anno, difficile attendersi commenti benevoli.

Quelli che non riserva nemmeno alla decisione di effettuare i test in Europa, in un periodo dell'anno che si presta a condizioni meteo estreme. La neve ha rappresentato il tocco finale su giornate dalle quali è risultato impossibile trarre qualsiasi indicazione utile legata alle prestazioni. L'asfalto freddo (per usare un eufemismo) non permette di mandare in temperatura le gomme, utilizzarle nella gamma operativa prevista per ciascuna mescola, stressarle e individuare le criticità della monoposto sulle quali intervenire.

«Anzitutto, vorrei dire che è una decisione del tutto sbagliata effettuare i test in Europa a febbraio e marzo. Questi test sono fondamentalmente inutili, anche con un buon meteo. Lo sono perché è molto difficile portare le gomme in temperature e avere un riscontro utile sul comportamento della monoposto. Per anni ho lavorato affinché andassimo a provare in Bahrain o ad Abu Dhabi, sfortunatamente erano in pochissimi a condividere la stessa idea. Forse cambieranno opinione adesso che qui sta nevicando, non riusciamo a girare e perdiamo tempo prezioso», racconta intervistato da Speedweek.

Il risvolto della medaglia di test effettuati al caldo del Bahrain, ad esempio, è nelle maggiori difficoltà logistiche, lo spostamento di tutte le strutture, la distanza dagli impianti in Gran Bretagna nell'eventualità in cui si renda necessario in poche ore recapitare in pista nuove componenti. Più importante, tutttavia, a sentire Franz Tost, avere un quadro realistico sull'operatività della monoposto: «Le gomme rappresentano il problema principale, non le porti in temperatura. Dobbiamo immaginare che se una gomma non raggiunge almeno i 100° C, allora non genera aderenza e se non hai grip la macchina scivola. E' impensabile spingere. Ma dai test ci si aspetta di capire meglio il comportamento delle gomme, usarle nel modo ideale, lavorare sulle regolazioni della monoposto, il che è del tutto impossibile in condizioni come quelle odierne (mercoledì; ndr)».

La diretta dei test a Barcellona

Nel quadro necessariamente limitato sulle “nozioni” che i team riescono ad apprendere dalle nuove monoposto, la Toro Rosso STR13 ha fornito primi indizi confortanti, al di là del chilometraggio coperto: «Abbiamo un pacchetto ancora in gran parte sconosciuto, perché la macchina e il motore sono nuovi, come le gomme e due piloti senza esperienza. Dopo i primi due giorni devo dire che i singoli elementi si incastrano bene. Il telaio funziona bene, ogni modifica apportata ha avuto un impatto positivo, i piloti poi stanno facendo un buon lavoro, Pierre Gasly ha girato parecchio, senza errori e offrendo buone indicazioni tecniche».

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