Avrebbe dovuto esserci Robert Kubica, oggi, al volante della Williams FW41. Metà giornata di test prima di passare il volante ai titolari. Cambio di programma, però. E la decisione di rinunciare ad altri chilometri è arrivata direttamente dal pilota polacco. Un gesto di magnanimità, quello di permettere a Stroll e Sirotkin di familiarizzare con la monoposto? Più l'intelligenza di un pilota che ha esperienza di come vanno le cose in Formula 1, nonché la forza di chi, la Williams, l'ha già scoperta nel dettaglio.

«Il cambio di programma è arrivato su proposta di Robert. Avrebbe dovuto girare stamani ma nel corso delle 7 giornate spese qui, i piloti titolari, per varie ragioni - legate al meteo o per direzioni prese da noi - non hanno potuto girare quanto avrebbero avuto bisogno in vista dell'Australia. Robert è un pilota molto attento, sa che i piloti titolari necessitano del maggior numero di chilometri, è nell'interesse del team, pertanto è stata un'offerta generosa la sua. Non gliel'abbiamo chiesto noi, né Lance e Sergey, è partita da Robert l'offerta. Avere entrambi i titolari in macchina oggi ci aiuterà affinché i nostri piloti siano nella migliore posizione possibile in vista dell'Australia», ha spiegato Claire Williams.

Gesto simbolico a parte, c'è altro nelle parole di Kubica. Ha coperto appena 73 giri nella seconda sessione a Barcellona, contro i 227 giri di Sirotkin e i 226 di Stroll. La scorsa settimana 49 contro i 127 di Sirotkin e i 101 di Stroll. Il parziale è chiaro. L'esperienza di Robert pure. «Non chiederò una sessione in cambio, credo che sia il giusto approccio. Da parte mia, ho una visione chiara di come si comporta la macchina. La priorità al momento era quella di dare più opportunità ai nostri piloti, non ho alcun problema a dar loro più tempo in macchina. Devono correre in Australia, io non correrò e credo fosse la giusta decisione, quest'offerta. Non sono pagato per essere il pilota titolare, non è la scritta che c'è sotto il mio nome quest'anno», spiega Kubica, autore di un crono di 1'19”629 giovedì, con gomma Supersoft.

Non è il dato cronometrico a contare, sono le sensazioni al volante, sulle quali, il polacco, spiega a Sky Sports: «Non mi interessano i tempi sul giro, a esser sincero. Non contano davvero, penso di dover essere soddisfatto dal mio punto di vista. Ho guidato ad Abu Dhabi, sono saltato in macchina la scorsa settimana in condizioni difficili e ho guidato piuttosto bene. Sono rimasto fermo una settimana mentre tutti gli altri testavano, sono tornato di nuovo in macchina e sono riuscito a dare una buona lettura della monoposto, do molta più importanza al modo in cui interpreto la macchina che non ai tempi. Ovviamente sono importanti, perché devi portare la macchina a un buon livello, non al massimo però, perché se avessi un incidente andrei a rovinare tutto il programma dei test. Da adesso alle libere 1 di Barcellona non guiderò una monoposto, sarà un lungo stop, ma ho subito avuto un bel feeling la scorsa settimana. Sono fiducioso che sarò pronto ovunque avrò un'opportunità».