Si sono concluse a Barcellona le due "4 giornate" di test precampionato della Formula Uno. Una serie di prove che sono servite ovviamente ai team per conoscere le proprie nuove monoposto, svezzarle e svilupparle il più possibile in vista del primo appuntamento della stagione di corse, tra un paio di settimane. Da questo punto di vista, tutto ok: nonostante le bizze meteo iniziali, i dati raccolti sono stati tantissimi e quindi gli ingegneri avranno di che lavorare per far rendere al meglio le proprie creature.

Il discorso cambia se vogliamo ricavare qualche conclusione dal punto di vista dei riscontri cronometrici o "sensitivi" in pista. Non vorremmo sembrare esagerati o snob, ma se dicessimo che queste prove non hanno fatto capire nulla, saremmo comunque certamente più vicini alla realtà di chi invece ne vuole dedurre "matematicamente" le forze in campo. Ovviamente nessuno dei due estremismi è quello giusto, però l'esempio serve a far capire una cosa: le condizioni in pista sono state talmente variegate e variabili, da non poter offrire alcun reale riscontro oggettivo, come invece si vorrebbe ottenere dal cronometraggio.

Una sensazione chiara parlando con gli ingegneri già citati: hanno sì tanti dati da sfruttare, ma già parlano del sicuro mal di testa che verrà nel cercare di capire quali siano veramente utili, quando è successo che la macchina sia andata meglio (o peggio) "di suo" e non per un'infinità di altri motivi. Le tante mescole disponibili non hanno certo aiutato a semplificare il tutto (anzi l'opposto) ma soprattutto a incidere in negativo sono state le basse temperature e in particolare il nuovo asfalto di Montmelò. Le prime non hanno aiutato a far lavorare le gomme al minimo che ci si aspetta da una F1, tanto che il passaggio da una mescola all'altra dava spesso risultati opposti; il secondo ha peggiorato la questione relativa alle temperature (quello precedente più abrasivo faceva scaldare le gomme rapidamente, anche se poi le "mangiava") e ha tolto tutti i riferimenti che le squadre si erano costruite nel tempo, grazie ai test e ai GP precedenti su questo tracciato.

Insomma, è un lavoro improbo quello che attende ora i tecnici, e ovviamente non è detto che tutti ne trarranno beneficio in egual misura. Già per questo motivo possiamo aspettarci sensibili variazioni prestazionali da parte di ciascuna vettura da qui all'Australia. Quindi, cosa ci possono aver fatto capire queste prove, al di là che sia stucchevole cercare di ragionare in ottica di decimi quando "sballano" interi secondi? Intanto possiamo confermare che, come era ragionevole attendersi, aver evoluto la precedente W08 senza stravolgimenti ha reso già pronta e competitiva la W09, per Mercedes. Una macchina veloce e che sulle gomme medie, quelle su cui è stato concentrato quasi tutto il lavoro, rende perfettamente anche in simulazione di gara.

Manca tuttavia un riscontro attendibile sulle gomme più morbide, con le quali invece la Ferrari SF71H ha dimostrato di trovarsi abbastanza a proprio agio (oltre che reattiva alle modifiche e con soluzioni sperimentali che hanno dato i riscontri attesi) e in questo sì che i crono possono avere un significato. Che viene meno però quando ricordiamo che i punti di campionato si ottengono in gara. Insomma, vedremo chi saprà trovare il miglior compromesso, nelle due differenti forze, ma al momento questo aspetto non è emerso con chiarezza. Certo, si capisce facilmente che davanti saranno "i soliti tre team", perché anche la Red Bull si è ben comportata in generale e quando è servito è stata veloce. Resta qualche noia che ha un po' rallentato il lavoro (anche nell'ultimo giorno) ma nulla a che vedere con la scarsità di giri dell'anno scorso che aveva compromesso l'inizio di stagione.

Diciamo che la Mercedes è sempre la macchina di riferimento, ma non per questo Ferrari e Red Bull partono già battute: potranno sfruttare situazioni particolari (di gara e di pista) per fare la differenza anche qualora la questione tecnica dovesse "congelarsi" in questo momento (e così non sarà, anzi). In più non si può escludere aprioristicamente che qualcuna delle "sorprese" di questi test possa avvicinarsi "pericolosamente" ai tre. Alle loro spalle è infatti emersa una situazione molto intrigante, per cui si può ragionevolmente affermare che la lotta per il quarto posto in campionato di sicuro non sarà ristretta a Force India e Williams come nel recente passato. Anzi, sarà apertissima.

Al di là di alcuni momenti problematici (spesso superati rapidamente) vi sono team che sembrano maturati notevolmente, come Haas e Renault (nonostante qualche dubbio sul motore). Anche la McLaren, per quanto sia ancora incappata in momenti imbarazzanti (ma molto meno rispetto a un anno fa, e con guai ben più risolvibili) si è dimostrata piuttosto veloce. Pur con qualche incertezza, la Force India è comunque sempre nel mucchio. Mentre la Toro Rosso sembra perfino possa aver pescato un jolly con la tanto discussa e dubbiosa operazione Honda: abbastanza veloce, la STR13 ha inoltre inanellato una quantità impressionante di giri senza particolari problemi. Solo a fine test c'è stato uno stop precauzionale perché alcuni dati dai sensori non "quadravano", ed è capitato con la stessa unità montata a inizio settimana e mai cambiata (nonostante le dicerie per cui la Honda avrebbe sostituito i motori ogni giorno).

Alla fine, persino la Sauber ha mostrato di avere qualche difficoltà per via delle tante soluzioni sperimentali adottate, da far combinare opportunamente: ma quando c'è riuscita ha fatto balzi in avanti notevoli nella graduatoria, e possiamo ipotizzare che ai GP le scelte tecniche più problematiche saranno già state scartate. Piuttosto, a preoccupare diventa proprio un team blasonato come Williams, dove si pensa più a gestire in un certo modo i piloti (leggasi: evitare che qualcuno stia davanti a Stroll) più che al resto. Vedremo. Ciò comunque di cui ci hanno convinti questi test è che anche quest'anno si andrà avanti "a vista", lottando gara per gara e senza nulla di scontato, sia al vertice che nelle immediate retrovie. Proprio quello che, da appassionati in generale più che del singolo team o pilota, ci serve per divertirci a quante più gare possibili.