Parlano i numeri, per Honda. E Toro Rosso ne trae beneficio, non senza sorpresa al momento. Largamente anticipata come un'incognita tendente verso fosche previsioni, l'operato dei tecnici di Sakura e l'integrazione con la struttura del team di Faenza, finora ha prodotto una solidità buona per guardare con fiducia all'apertura del mondiale a Melbourne. Numeri del confronto tra i chilometri coperti nei test un anno fa e quelli inanellati nelle due sessioni di Barcellona, 8 giorni nel 2017, di fatto 7 quelli utili quest'anno, in condizioni complessivamente più difficili, nella prima settimana.

Toro Rosso-Renault percorse 2.719 km con la STR12, mentre McLaren-Honda MCL32 non andò oltre i 1.978 km. Oggi, con il materiale pronto per essere imbarcato alla volta dell'Australia, Toro Rosso parte con i dati e le sensazioni raccolte su 3.826 km, tanti ne hanno percorsi Pierre Gasly – miglior prestazione personale in 1'18”363, settima assoluta della seconda sessione di test – e Brendon Hartley. Il pilota australiano ha coperto 275 giri tra martedì e venerdì scorso, contro i 223 di Gasly, complessivamente più attivo se sommiamo i 229 giri della prima settimana, contro i 95 di Hartley.

Se Franz Tost, prima ancora della presentazione della STR13, individuava nel quarto o quinto posto nel mondiale Costruttori l'ambizione coltivabile dalla scuderia, l'esito dei test ha confortato Brendon Hartley: «Le prime indicazioni erano che Melbourne potesse essere una gara difficile, ma non c'è dubbio che dopo queste giornate di test abbiamo superato le nostre aspettative e siamo davvero in lotta per conquistare punti. Pensiamo di posizionarci da qualche parte nella lotta, sarà una contesa a metà schieramento molto dura, però è stato un inizio davvero positiva. L'obiettivo dev'essere quello di andare a punti, sarebbe da pazzi non porselo a Melbourne».

Certificata la tenuta sul chilometraggio della power unit, andrà quantificato il gap rispetto a Renault, riferimento da agganciare durante l'anno, nelle previsioni del team. Nel pacchetto di mischia dietro i primi tre, l'ordine dei valori in campo è tutto da scrivere: da McLaren fino alla Haas. «Sembrano molto competitivi tutti ma noi siamo lì da qualche parte. Quando sono andato un mese fa in fabbrica, tutti erano molto ottimisti e positivi sulla nuova collaborazione con Honda. Ho visto quanto intensamente stessero lavorando tutti, quindi avevo aspettative elevate arrivando qui e sono state tutte confermate».

Analisi test F1: diversamente forti

Restando sul confronto tra passato e presente, che poi sarà il futuro fino al 2020, è James Key a rapportare l'ultima power unit Renault installata sulla Toro Rosso STR12 e il primo passo compiuto con Honda su STR13: «Non so che lavoro abbia fatto Renault per il 2028, posso solo dire dove si trovava a fine 2017. Bene, con i valori dei test al banco si deve sempre fare attenzione, ma posso dire che la differenza tra Renault e Honda non è grande, certamente non quanto alcuni hanno indicato. Honda ha compiuto dei progressi, è molto incoraggiante per noi e se continuerà così bene come negli ultimi mesi, allora i troverà alla pari con Renault a metà stagione».