Misurare la prestazione pura sul giro secco, ai big, non interessa. Non durante i test invernali. Altre risposte si cercano nei chilometri necessari allo sviluppo delle nuove monoposto. Kimi Raikkonen ha candidamente ammesso come, se avessero voluto, in Ferrari avrebbero potuto spingere molto di più e realizzare un crono più rapido dell'1'17”221 marcato  venerdì scorso, in Mercedes si è rimasti ancor più abbottonati, privilegiando il lavoro su long run, la verifica del passo gara con gomme medie a segnalare il ritorno a uno stato di forma più vicino al 2016 che non al problematico avvio di 2017.

Ogni team ha già risposte chiare sulla validità dei progetti che si ritrovano nel box e la stessa valutazione della concorrenza ha molte meno incognite di quante non ne filtrino all'esterno. Così, resta un falso interrogativo quello posto da Bottas sul potenziale velocistico Mercedes sul giro secco: «Per noi, devo dire che la velocità sul giro secco resta sconosciuta, scommetto però la scopriremo tra un paio di settimane. Non c'era la necessità di spremere al massimo la monoposto, sappiamo che una volta che ogni cosa sarà al posto giusto, con i settaggi da qualifica, dimostreremo quanto è veloce», commenta Valtteri Bottas.

Il salto prestazionale registrato nel 2017 sull'anno precedente ha portato un delta sulla velocità di percorrenza in curva superiore ai 30 km/h. Numeri in crescita anche quest'anno, per tutti i primi della classe. L'indicatore più evidente: la percorrenza della velocissima piega a destra, La Campsa, curva 9, in pieno anche con il pieno di carburante.

«Le monoposto hanno così tanto carico a quelle velocità che senti davvero la macchina iniziare a piegarsi e flettere, ma continui ad avere l'aderenza, sulla quale devi riporre la tua fiducia. Far scivolare la macchina a quelle velocità è una bella sensazione. Spunta il sorriso ogni volta», aggiunge Bottas. Gomme più morbide, carico aerodinamico maggiore, pista riasfaltata. Il mix è favorevole su tutti i fronti.

Analisi test F1: diversamente forti

Tornando al lavoro svolto da Mercedes sulla W09, prosegue: «I long run e le simulazioni di gara sono stati molto buoni. Non crediamo d'essere un secondo davanti a tutti, non sarà così, ma è positivo. E' bello aver collezionato alcune simulazioni di gara e aver scoperto gomme e macchina nei long run. Senza dubbio la macchina si comporta meglio rispetto allo scorso anno, però dobbiamo stare attenti, perché il nuovo asfalto ha velocizzato la pista e la macchina trova più aderenza. Quel che ho scoperto finora nel comportamento, nel bilanciamento complessivo, in come si comporta, è che non siamo andati nella direzione sbagliata. Abbiamo compiuto dei miglioramenti, il bilanciamento è più legato nell'insieme, non so ancora se si addica maggiormente al mio stile di guida. Spetterà a me metterla a punto, è stato un buon inizio».