Completati i test invernali a Barcellona con la MCL33, Fernando Alonso ha smesso la tuta McLaren per indossare quella Toyota e continuare il programma di test che lo porterà all'esordio alla 6 Ore di Spa Francorchamps nel WEC. Niente Prologo al Paul Ricard per Fernando, che sarà impegnato in Bahrain, seconda tappa del mondiale di Formula 1. Giornate utili, quelle ad Aragon, dove resterà fino a giovedì, per affinare la preparazione al volante della TS050 Hybrid.

Prima, però, ancora uno sguardo ai riscontri avuti dai test di Barcellona, che relegano McLaren, esattamente come un anno fa, a fanalino di coda in termini di chilometraggio coperto. Sebbene con una mole di lavoro utile nettamente superiore, visti i 174 giri in più (599 in totale, per 2.788 km complessivi) a fronte di una giornata in meno effettivamente sfruttabile: all'incirca, come aver coperto 3 Gran Premi di Spagna in più.

Ostentano sicurezza e serenità in McLaren, proiettandosi al debutto in Australia, dove Alonso non si attende grandi sorprese nell'ordine dei valori in campo: «Lo scorso anno c'erano tre squadre davanti a tutti e la logica dice che continueranno a essere il riferimento, la McLaren può essere vicina e lottare». Quale ruolo avrà McLaren, per quali traguardi sarà in lotta, lo certificherà la pista. Certo, mancare l'aggancio alla top 5 andrebbe letto come un fallimento.

«Le cose non sono cambiate molto rispetto alla presentazione o ai piani che avevamo per l'inverno. Volevamo migliorare e cercare di avvicinarci il più possibile ai migliori tre team, lo stiamo facendo, stiamo lottando per riprendere le macchine davanti e siamo sulla giusta strada», racconta Fernando da Alcaniz. «Rispetto allo scorso anno abbiamo migliorato di 4 secondi, tutti concordavamo che la McLaren dovesse stare tra le prime cinque ed è quello l'obiettivo. Al momento siamo molto contenti. Non vedo motivi per essere pessimista. McLaren è la seconda miglior scuderia della storia, Renault è uno dei motoristi migliori di sempre e siamo pieni di ambizioni, non vedo perché non dovrebbe andar bene».

Melbourne dovrà pronunciare i primi verdetti, sentenze dalle quali partire, per dare un ordine alle cose: competitività, affidabilità, potenziale da esprimere. Dovrà confermare i progressi Honda, materia sulla quale Alonso commenta: «Con loro avevamo iniziato un progetto emozionante e tutto ci faceva immaginare che saremmo stati competitivi, ma non si è rivelato essere così. Non ho alcun problema con Honda, non mi è mai saltato in mente di andarmene.

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Vedremo come andranno in Australia. Nei test si sono comportati bene, se saranno tra i primi cinque li applaudirò, ma non credo. Un test non è la stessa cosa che fare 21 gare con tre motori. Credo possano stare nelle ultime tre o quattro posizioni, noi con McLaren proveremo a stare tra i primi 5 o 6».

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