Una delle soluzioni tecniche che ha catturato maggiormente gli sguardi in pitlane durante i test è stato il posizionamento del terminale di scarico e dei condotti collegati alla wastegate della power unit Renault sulla R.S.18. Soluzione che resta entro i limiti di quanto concede il regolamento tecnico, scritto per circoscrivere i benefici di un soffiaggio diretto sotto il piano principale dell'ala posteriore dei gas di scarico caldi e in velocità.

Non oltre i 550 millimetri dal piano di riferimento che è il fondo, l'altezza, non oltre i 5 gradi di inclinazione verso l'alto. Sono i vincoli tracciati dalla FIA entro i quali deve ricadere il terminale di scarico della power unit. La sperimentazione del team francese ha registrato candide ammissioni da parte del direttore tecnico Nick Chester, della ricerca di vantaggi, seppur marginali, dal soffiaggio dei gas sotto il piano principale dell'ala, a recuperare parte degli effetti ottenuti con il monkey seat, oggetto di una stretta regolamentare. 

Charlie Whiting si è espresso sul tema, confermando la conformità al regolamento della Renault R.S.18 e lanciando un avviso chiaro: niente strategie “strane” nell'impiego del propulsore. «Credo sia assolutamente marginale quanto ottiene Renault. Non vedo alcun problema, ammesso che non facciano operare il motore in una modalità fasulla, per così dire, un modo che non sarebbe normale». Normale è la produzione di un massimo soffiaggio con il gas completamente aperto, il monito è rivolto all'impiego di mappature specifiche e al comportamento del soffiaggio dallo scarico a gas parzializzato o in rilascio.

«Credo dobbiamo accettare che esiste e sempre è esistito, un qualche effetto dei gas di scarico sulle ali. Nel 2012 e nel 2013 era enorme l'impatto, ma lo abbiamo eroso e una delle cose fatte nel regolamento 2014 fu l'assicurarci che non vi fossero effetti dai gas di scarico. Dev'essercene uno piccolo, dobbiamo gestire la cosa e scopriremo durante l'anno se sarà necessario intervenire per minimizzare la cosa. Quel che è più importante è che non stanno facendo nulla di strano, credo, con le mappature del motore, che sia innaturale, potremmo dire», ha approfondito Whiting, richiamando come il tema sia tornato centrale lo scorso anno, in virtù del diverso posizionamento dell'ala posteriore, più bassa: «Avevamo moderate preoccupazioni sul soffiaggio dei gas di scarico lo scorso anno, perché con l posizionamento 150 millimetri più in basso delle ali rispetto al 2016 c'erano maggiori benefici da poter sfruttare.

Per questo motivo abbiamo posto al centro la parte dello scarico, specificando un'angolazione minima e tutte queste cose. Ma i team hanno realizzato monkey seat e cose del genere, delle quali ci siamo liberati cambiando i regolamenti sulla carrozzeria. Resta ancora una piccola finestra offerta, sapete come sono le squadre: se levi una cosa proveranno a recuperare il 10% di quel che avevano».