Un anno a disposizione per capire e per iniziare la riorganizzazione di una vecchia gloria in cerca di nuova luce. Una Williams che nelle più rosee (e al momento improbabili) aspettative può ambire a essere prima scuderia degli altri, quello spazio dietro i migliori tre che registrerà, da Melbourne, un confronto serrato. Le sensazioni dopo i riscontri dei test non sembrano esaltanti e lo stesso Paddy Lowe ha tratteggiato i limiti della FW41, anzitutto in fase di ingresso curva. Un progetto che dovrà maturare prima di produrre i propri frutti. Dall'ex Mercedes di ritorno al primo amore forse ci si aspettava altra incisività, in un'area tecnica rafforzata con l'arrivo del capo dell'aerodinamica Dirk De Beer dalla Ferrari lo scorso anno.

L'Australia svelerà il punto di partenza della FW41 tra le mani di Stroll e Sirotkin, a dover fronteggiare non solo prevedibili scuderie attese davanti alla Williams, quali McLaren, Renault e Force India, ma guardare con attenzione a insidie alle spalle nel 2017, sotto forma di Toro Rosso e Haas. Uno schieramento di metà gruppo diviso in due? Melbourne darà le prime indicazioni.

Quelle registrate dai test, osservando gli avversari in pitlane, portano Lowe a segnalare la vivacità progettuale, gli sviluppi radicali prodotti da tutte le squadre: «Ogni squadra sembra aver svolto un gran lavoro in inverno, ci sono delle macchine grandiose e gran parte stanno andando molto bene. Ho visto anche tante innovazioni diverse, si parla spesso di monoposto di Formula 1 che sono troppo simili, ma ho visto tante cose interessanti, diverse idee su macchine differenti. E' fantastico e porterà a una lotta piuttosto serrata», le impressioni dopo i test.

Progetti allo stato iniziale, tre squadre hanno prospettato un corposo aggiornamento tecnico, spalmato tra la prima gara – Red Bull e McLaren – e la parte iniziale della stagione, come Force India. Sarà cruciale non mancare il treno dell'evoluzione, principale lato debole della Williams nelle ultime stagioni. «Tra le novità, guardo a tutta la monoposto, non solo all'area delle pance. Ci sono cose come lo scarico Renault, molte soluzioni di fiancate diverse. Non c'è stata tanta convergenza quanta era prevedibile attendersi da un regolamento che è al quinto anno su power unit e sistemi di raffreddamento e al secondo anno sull'aerodinamica», prosegue Lowe, convinto che la caratteristica di un campionato nel campionato, con Mercedes, Ferrari e Red Bull a correre per la vittoria, gli altri per la quarta posizione, vivrà su differenze prestazionali inferiori.

Hamilton: a Melbourne occhio a Red Bull

 «Per il pubblico sarebbe grandioso. Difficilmente vedremo un cambiamento in termini di composizione dei primi tre e del gruppo di metà schieramento, potrebbe esserci però maggior variabilità e vedremo entrare maggiormente in gioco la qualità dei piloti quale variabile, vedremo quanto sapranno far bene Sergey e Lance in questo spazio».