Il rito si ripete e, nonostante un cast in gran parte invariato negli attori protagonisti, c'è una sceneggiatura tutta da scrivere. Itinerante, su 21 tappe. Per capire quale sarà il copione non servirà arrivare necessariamente al termine, potrà essere più o meno prevedibile il film. Il mondiale di Formula 1 è in rampa di lancio e Mercedes si dirige a Melbourne da naturale favorita. Toto Wolff specifica l'ovvio: si partirà tutti da zero. Il punteggio, certamente. Non le condizioni che hanno portato ai progetti 2018. Mercedes ha scelto l'evoluzione, James Allison a spiegare – fin troppo trasparente per sembrare del tutto realistico (non necessariamente per eccesso) – come siano arrivati 2 decimi e mezzo qua e là nell'evolvere pance e carrozzeria. A parole, Hamilton ha individuato in Red Bull il progetto potenzialmente più veloce in Australia. Ferrari? Sarà lì, non la più veloce, pronostica.

SF71H che è apparsa senza alcun dubbio la monoposto di vertice più innovativa, pur nella continuità, pronta a smentire gli avversari. E Vettel non ha mancato di ridimensionare la portata del gran ritmo gara espresso da Mercedes a Barcellona.

«Lo scorso anno la competizione è stata molto serrata e non c'è stato un istante nel quale ci siamo potuti rilassare. La Ferrari ha messo in piedi una lotta molto dura e abbiamo visto una vera battaglia tra frecce d'argento e rosse. Quest'anno promette di portare un'emozionante lotta a tre: noi, Ferrari e Red Bull. Tutti, a Brackley e Brixworth, hanno lavorato tantissimo nei mesi scorsi per assicurarsi di essere al via di questa lotta con la miglior macchina possibile», racconta Toto Wolff.

Molto più in forma in questo periodo dell'anno di quanto non lo fosse nel 2017, Mercedes. E' una condizione sulla quale non ci sono dubbi. Il Gran Premio d'Australia quantificherà distacchi e competitività nei diversi esercizi: giro secco, prestazione in gara, gestione delle gomme. Tutto da scrivere, insomma, il racconto. Hamilton e Bottas soddisfatti della monoposto, Wolff ad aspettare la prova della pista sul fronte dell'affidabilità nell'arco del campionato. In due sessioni di test Mercedes ha coperto 4.841 km su 1.040 giri, ai quali sommare gli 11.930 km degli altri team motorizzati. Wolff è cauto: «Entrambi i piloti sembrano ragionevolmente contenti della nuova monoposto, resta però da vedere quanto si comporterà bene quando verrà guidata con rabbia. La diminuzione del numero di power unit vuol dire che l'affidabilità giocherà di nuovo un ruolo importante nel 2018, la nostra nei test è sembrata essere buona ma dobbiamo stare attenti a tirare qualsiasi conclusione da ciò: nonostante abbiamo accumulato un buon chilometraggio con la nuova macchina a Barcellona, tanti componenti non sono arrivati nemmeno ad avvicinare il ciclo vitale necessario durante la stagione».

L'editoriale: Pronti a scrivere una bella storia

Affidabilità senza cedere sulle prestazioni, è stato l'obiettivo dichiarato in inverno da Andy Cowell, al quale ha lavorato Mercedes-AMG HP a Brixworth. Parte per essere ancora la power unit di riferimento, la M09 EQ Power+.

Wolff guarda al via di Melbourne chiedendo al team la concentrazione e la fame di chi cerca la prima affermazione. «Affronteremo la nuova stagione con la stessa dedizione, spirito di squadra ed energia che ci ha reso competitivi in passato. Ognuno di noi ha chiara l'idea che i campionati dello scorso anno appartengono al passato, i trofei di ieri non ti fanno vincere le partite di oggi. Una nuova stagione è un po' come scalare l'Everest, l'abbiamo fatto con successo in passato ma al momento siamo appena al campo baso. Sarà un viaggio difficile, con lo stesso obiettivo ma sfide diverse da dominare lungo la via. Partiamo come tutti con zero punti e dovremo dare tutto per essere di nuovo vincenti».