Le attese prime prove della stagione Formula 1 2018 si sono finalmente disputate, a interrompere l'astinenza invernale degli appassionati e a cercare di dirimere i dubbi sulla competitività delle varie monoposto. Se la prima parte è stata rispettata, per la seconda è però ancora un po' presto per dare "giudizi assoluti", anche perché tutto lascia prevedere che anche in questa stagione le forze in campo varieranno di gara in gara, in funzione sia della pista stessa, sia dello sviluppo intrastagionale, sia delle situazioni di gara singole.

Nondimeno l'atteso predominio Mercedes - grazie a una macchina meno "da scoprire" rispetto a quella dell'anno scorso di quanto sia per i diretti avversari - si è verificato con Lewis Hamilton davanti in entrambe le sessioni disputate. Vorremmo però evidenziare come tutto sommato sia ben diverso rispetto al mezzo secondo che il pilota britannico diede a tutti gli altri nelle prove del venerdì di un anno fa, sempre parlando della gara di Melbourne. Tuttavia resta un risultato significativo perché stavolta la W09 non dovrebbe dare i problemi di resa che avevano invece rallentato la W08 un anno fa.

Ora abbiamo la Red Bull di Max Verstappen a soli 13 centesimi, e oltre a dover vedere cosa avrebbe potuto fare Daniel Ricciardo (fermato nel giro veloce dalla bandiera rossa) c'è pure la buona prestazione della squadra nei long run. Se a questo aggiungiamo che le qualifiche si disputeranno probabilmente con pista bagnata, abbiamo un quadro tutt'altro che negativo (anzi!) per le monoposto blu, che sull'acqua possono far valere l'indubbia maggior deportanza messa in mostra anche stavolta. Peccato però per la sanzione a Ricciardo: troppo veloce sotto bandiera rossa, 3 posti in griglia di arretramento.

E per quelle rosse? Posto che vi sono maggiori difficoltà iniziali oggettive, perché occorre "imparare" una macchina con molte novità anche ardite (anche per questo sono stati diversificati i programmi tra i due piloti), i distacchi non sono drammatici, soprattutto se paragonati a quelli di un anno fa: Sebastian Vettel era a 0"547 e Kimi Raikkonen a 0"905, al venerdì di quel weekend che poi si concluse vittoriosamente per la Ferrari. Ovviamente ciò non significa quasi nulla per questa gara (sarebbe troppo bello, per i ferraristi) ma considerato pure che Vettel ha sbagliato in uno dei suoi giri veloci (e afferma che ci sia ancora molto da "tirar fuori" da questa macchina) dimostra che è ancora troppo presto per dare già sconfitta la Scuderia di Maranello. Se sarà abbastanza per ambire al podio, lo vedremo però domenica.

Per quanto riguarda "gli altri", un ottimo riscontro arriva dalla Haas, che svetta nel gruppo con Romain Grosjean e posiziona Kevin Magnussen non distante. Ovviamente servirà una conferma, ma è un buon primo passo. Molto veloce pure la McLaren, con Fernando Alonso poco avanti a Stoffel Vandoorne in entrambe le sessioni: se il team di Woking riuscirà a tenere sotto controllo i problemi relativi agli scarichi emersi anche stavolta, le premesse per un'ottima gara ci sono tutte. In questa lotta nelle retrovie, molto serrata, si presenta bene anche la Renault, con Carlos Sainz e Nico Hulkenberg a ridosso.

Qualcosina di più, se vorranno lottare per la top ten, dovranno fare in Force India - ma Sergio Perez non è distante - e soprattutto Toro Rosso, Williams e Sauber. La squadra svizzera è ancora un po' staccata, ma il miglioramento prestazionale tra FP1 e FP2 è stato sensibile (si è passati da un distacco dal vertice di 4 secondi a meno di 3) e si nota anche come Charles Leclerc migliori giro dopo giro, prendendo confidenza sia con la pista difficile, sia con una macchina ancora piuttosto instabile. Prevedibilmente già in questa gara assisteremo a una lotta molto ravvicinata tra tutti quelli che non guidano per le prime tre squadre, ma vedremo se questa contesa comprenderà le retrovie.

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