L'ambizione dichiarata era un arrivo sul podio, risultato avvicinato da Daniel Ricciardo, la peggio posizionata delle Red Bull in griglia di partenza. Eppure il suo quarto posto, con un finale in pressione su Kimi Raikkonen, è la nota migliore del Gran Premio d'Australia per il team, espressione di velocità della RB14 a parte. Attesa.
 

Max Verstappen pecca di eccessiva foga iniziale, dopo aver perso la posizione sul pilota che non t'aspetti, Kevin Magnussen abile a prendere la traiettoria ideale verso curva 1 - mentre Max restava chiuso dietro Vettel -, da lì è uno scalpitare per provare a liberarsi subito della Haas. Tanti, troppi traversi in uscita curva nei primissimi giri surriscaldano le gomme posteriori, subisce inoltre il danneggiamento del fondo al quinto giro, dettaglio che contribuirà al successivo testacoda. Doveva essere l'arma in più da sfruttare, un primo stint su gomme Supersoft, diverse dalle Ultrasoft di Mercedes e Ferrari. Si risolve in un nulla di fatto.

Meriti a Ricciardo per essere stato l'unico autore di un sorpasso all'Albert Park, nel terzo settore da DRS, su Hulkenberg. Peccato per la disattenzione che gli è costata tre posizioni di penalità in griglia. Da ottavo rimonta fino al quarto posto, ci prova su Grosjean approfittando del testacoda di Verstappen, posizione che gli verrà data, successivamente, dagli eventi del gran premio. Su Raikkonen è un correre veloce, ma senza chance vere di attacco. «Credo siamo davvero vicini al passo della Ferrari. Eravamo senza dubbio una delle macchine più veloci in pista oggi, se non la più rapida in assoluto. Speriamo che sia rappresentativo della condizione nei prossimi gran premi, credo dobbiamo ancora trovare velocità sul singolo giro, ci servono un paio di decimi da trovare in qualifica, ma il passo gara è buono», racconta Daniel a fine gara.

Non è frequente che stia dietro qualcuno per gran parte della gara, ma la pista è stretta, una delle più difficili sulle quali passare. Ci sono stati un paio di momenti nei quali ho provato in curva 3 ma Kimi ne era consapevole e poteva leggere cosa stavo programmando».

Diverse sensazioni lascia la gara di Verstappen. Non si aspettava certo di perdere la posizione al via, frangente nel quale le gomme Supersoft hanno rappresentato un deficit di aderenza rispetto a chi montava le Ultrasoft. E' mancata la velocità per attaccare la Haas, l'irruenza nella guida e le sbavature hanno rovinato le gomme e portato al danneggiamento del fondo dopo un passaggio su un cordolo. Il testacoda, poi, lo ha ricacciato indietro di 3 posizioni, rendendo il recupero più difficile. «La partenza è stata ok ma sono stato un po' sfortunato, finendo dalla parte sbagliata verso curva 1. Ho provato a seguire al meglio che potessi ma le sensazioni dalla macchina indicavano qualche problema, credo intorno al giro 4 o 5 ho subito un danno, non sono certo da cosa sia derivato, perché non ho avuto alcun contatto né preso nessun cordolo in modo pesante. Quando sono sceso dalla macchina ho visto dei danni e credo ci fosse anche qualcosa di rotto, dovremo indagare cos'è stato».

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Gara condizionata da quanto avvenuto nei primissimi istanti di corsa, «era difficile tenere la monoposto a centro curva e mi ha portato al testacoda, poi a soffrire per il resto della gara. Passare le macchine è ancora molto difficile, non appena entri a 1” di distacco, è una pista sulla quale è molto difficile superare e quando hai aderenza limitata lo è ancora di più». Max che prende gli aspetti positivi dell'esordio stagionale, «appena abbiamo aria libera davanti il passo era buono», è come per Ricciardo individua nei miglioramenti in qualifica – macchiata da un suo errore, costato la prima fila – il passo successivo da compiere.

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