Debutto difficile, in casa Toro Rosso. Le buone impressioni offerte nei test invernali, l'affidabilità finalmente raggiunta da Honda, sembravano prospettare altro esordio, altre posizioni in Australia. Invece, dura appena 15 giri il gran premio di Pierre Gasly, appiedato dai fantasmi Honda del passato. Quelli che si ritenevano risolti. Ancora un guasto al MGU-H. Non il migliore dei modi per iniziare la stagione del nuovo limite a 3 componenti.

Il sistema di recupero dell'energia sul turbocompressore verrà esaminato a Sakura dai tecnici Honda, in Bahrain si potrebbe ricorrere già al secondo esemplare. «Abbiamo riscontrato dei dati insoliti dalla telemetria, legati al MGU-H, così abbiamo fermato la macchina. Esamineremo i dati e il componente in sé, pensando a cosa fare per la prossima gara. Non siamo certi che il pezzo sia gravemente danneggiato, dovremo investigare e capire se potrà essere reimpiegato», ha spiegato Toyoharu Tanabe a Racer.

Formula 1, addio rimonte facili?

Honda che assicura di non aver registrato cedimenti simili nel corso dei test, «non abbiamo avuto problemi in quell'area, si è trattato della prima volta». Quanto al chilometraggio necessario per gestire una rotazione su tre power unit durante l'anno, Tanabe aggiunge: «Nel corso dei test invernali abbiamo esaminato il chilometraggio per le tre power unit, non si è trattato di percorrenze ideali, perché sono necessari più di 5.000 chilometri per ogni power unit, dai chilometri percorsi, però, non avevamo riscontrato alcun problema e non ci aspettavamo nessuna difficoltà né dati anomali dalla telemetria alla prima gara».

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