Ritrovarsi a ridosso dei migliori una scuderia che, lo scorso anno, ha chiuso il pacchetto delle squadre di centro gruppo, appena davanti a McLaren e Sauber, inizia a generare più di un fastidio nel paddock. Si aspettava Melbourne per scoprire il vero potenziale della Haas, eccellente protagonista in apertura di mondiale, non fosse per le due sciagure sportive occorse durante il pit-stop di Magnussen e Grosjean.

La power unit Ferrari 062 Evo è evidentemente superiore al progetto Renault, vale Mercedes, ma non basta un gran motore per navigare nelle zone alte della classifica. Il pacchetto nel suo insieme si è dimostrato molto competitivo e, i dubbi che sia tutta farina del sacco di Haas e Dallara vengono sollevati dagli avversari. Force India manifesta in modo più evidente gli interrogativi sulla regolarità di quanto fatto dal team di Gene Haas. «Non so come facciano, è magia. Non è mai stato fatto prima in Formula 1. Non so come possa ritenersi giusto che qualcuno che è nello sport da un paio di anni possa realizzare una macchina senza avere le risorse. Avviene per magia? Se è così, allora voglio la bacchetta magica», ha commentato Otmar Szafnauer.

L'appendice 6 del regolamento Tecnico, intitolata Listed Parts, sappiamo come prescriva i componenti della monoposto che non possano essere progettati da altri se non dal team iscritto al mondiale, anche ricorrendo ad aziende esterne, tanto per la manifattura che per il progetto, a patto che questi terzi fornitori/progettisti non svolgano uguale compito di progettazione per un altro concorrente. La cellula di sopravvivenza, la struttura d'impatto anteriore della monoposto, la struttura di protezione in caso di ribaltamento e la carrozzeria – con eccezioni che potrebbero rappresentare i meandri nei quali muoversi per sfruttare al meglio la partnership di Haas con Ferrari – sono i componenti elencati dall'appendice 6.

Alla voce carrozzeria, sono esclusi l'airbox, gli scarichi e quelle “geometrie imposte della carrozzeria”. Sembrerebbe esserci un fronte di scuderie deciso a sollevare la questione e chiedere una verifica alla FIA dell'operato della Haas in seno allo Strategy Group (prossima riunione a metà aprile) – nel quale sono rappresentati, tra le possibili parti interessate, McLaren, Williams e Force India –. Prima che iniziassero le libere del venerdì, Grosjean ammetteva come il gran passo avanti compiuto dalla VF-18 fosse frutto di un pacchetto d'insieme ed elencava componenti che non fanno parte delle Listed Parts di cui al regolamento tecnico: «Della Ferrari tutti dicono del motore, è una parte importante, certo. Ma anche le sospensioni, i sistemi idraulici, il cambio: tutto insieme compone una gran parte della macchina. E' per questo che Gene ha detto “Voglio essere a entro i 5 decimi di distacco dalla Ferrari”, non credo sia qualcosa di irrealistico». Parti intorno alle quali si può configurare una veste aerodinamica simile, fino a essere uguale alla Ferrari SF70H, senza necessariamente aver bisogno di un supporto diretto.

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Dopo la gara, Zak Brown ha ammesso di non avere prove in mano per muovere accuse al team Haas, limitandosi a dire: «Sappiamo tutti che hanno una stretta alleanza con la Ferrari e credo dovremmo assicurarci solo che non sia troppo stretta. Potrebbe esserci una qualche influenza, di sicuro vi sono alcuni componenti della macchina che hanno un aspetto molto simile alla macchina dello scorso anno. Ma spetta agli ingegneri e alla FIA osservare queste cose più da vicino».

Szafnauer ha aggiunto: «Tutte le superfici aerodinamiche devono essere realizzate da te, se non lo sono, non so come si possa dimostrare finché non si iniziano delle indagini. Le verifiche tecniche dicono solo se qualcuno rientra nei limiti dei regolamenti. La vera domanda è: sono idee tue o di qualcun altro? Non conosco la risposta. Forse sono idee loro, è solo un sospetto, com'è possibile guadagnare tutte quelle informazioni senza avere una storia, i giusti strumenti e persone?». Ora, di idee alle quali non solo, in passato, i team si sono ispirati, ma sono ricorsi a vere e proprie repliche di elementi aerodinamici è nelle cose della Formula 1. Nulla per cui scandalizzarsi.

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Dalla parte della Haas, inoltre, c'è il regolamento tecnico, che consente la fornitura a o la ricezione da altri competitor di informazioni su parti non elencate, a patto che siano strettamente limitate. Limitate, ma ammesse, devono essere anche le forniture dei disegni o progettazione necessarie per l'integrazione delle “Non Listed Parts” nel progetto della monoposto. Come si intuisce, muoversi tra questi meandri regolamentari è tutt'altro che semplice, così come per gli avversari trovare appigli buoni a muovere accuse alla Haas. Che si gode un primo acuto, in attesa di ripetersi e concretizzare in Bahrain.