Oltre 90 anni di storia a motore a Monaco. Un lasso di tempo nel quale il circuito ha sfoggiato sei diverse configurazioni. Diverse per quel che è possibile differenziare a Montecarlo. Particolari legati alla zona del porto, la modifica - più volte - della variante all'uscita del tunnel, gli interventi alla Rascasse, quelli tra le due chicane della Piscina. Tracciato più corto del mondiale, con i suoi 3.337 metri, all'incirca 200 metri in più sulla configurazione impiegata agli albori del campionato di Formula 1, negli anni Cinquanta, in futuro non è da escludere la possibilità che la Montecarlo che conosciamo subisca il più sensibile tra gli aggiornamenti mai realizzati.

Nelle ultime stagioni i lavori si sono concentrati sulla riasfaltatura, il continuo miglioramento della sicurezza. C'è, poi, un progetto di espansione del territorio del Principato, spazio sottratto al mare, da destinare a una nuova area residenziale. Vale 2 miliardi di euro l'investimento, lavori che si concluderanno nel 2025. Con un lembo di terra in più, nella zona in prossimità della curva del Portier, il Principe Alberto di Monaco non esclude quella che, al momento, non va oltre il concetto. «Ogni qualvolta la FIA, Bernie a suo tempo, o qualsiasi responsabile della Formula 1 ci ha detto che avremmo forse dovuto provare a migliorare una parte della pista, non abbiamo mai risposto che non era possibile farlo. Abbiamo detto: esamineremo la cosa. E siamo stati in grado di realizzare questi cambiamenti», spiega Alberto di Monaco a Forbes.

«Guardiamo, di tanto in tanto, a diverse possibilità di ampliamento della pista, è certamente qualcosa a cui pensare con la costruzione della nuova estensione territoriale. Non ci sono piani o nulla, ancora, è solo un'idea che abbiamo in testa, le persone dell'Automobil Club di Monaco ma anche il governo. Non sto dicendo che si realizzerà per forza, ma a un certo punto metteremo insieme le nostre idee e diremo: come possiamo non solo migliorare tutto ciò, ma come possiamo renderla un po' più emozionante cambiando, forse, leggermente il circuito?».

In una fase nella quale si discute della necessità di adattare le piste perché abbiano caratteristiche in grado di offrire opportunità di sorpasso, con monoposto di Formula 1 che non facilitano certo l'operazione – tanto più a Monaco, dopo l'ampliamento della larghezza delle macchine introdotto nel 2017 –, il Principato si ritrova con una caratteristica unica e irripetibile, i cui vincoli fisici sembrano difficilmente superabili.

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«Non siamo andati oltre la semplice enunciazione di un'idea», sottolinea il principe Alberto. Monaco per certi versi anacronistica, alla luce dell'evoluzione seguita dalla Formula 1, eppure, momento irrinunciabile della stagione: «E' talmente parte della storia dello sport che non riesco a immaginare un campionato di Formula 1 senza il Gran Premio di Monaco».

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