Era un venerdì atteso, più per quanto sarebbe trapelato dalla visione programmatica di Liberty Media sulla Formula 1 del futuro che non per i risultati in pista, delle prime libere del Gran Premio del Bahrain. Un incontro con tutti i team principal, al quale hanno partecipato Chase Carey e Ross Brawn, a illustrare le cinque aree cruciali di intervento. L'orizzonte temporale perché si realizzino quelli che sono principi di massima, è posto al 2021, primo anno successivo alla scadenza del Patto della Concordia.

Alcune misure tampone, con riferimento al problema delle difficoltà delle monoposto a correre in scia e costruire opportunità di sorpasso, potrebbero arrivare già nel 2019. Non si tratterebbe del più ampio progetto di variazione dell'aerodinamica, immaginato per un'introduzione nel 2021, quanto di un tentativo nel rendere meno sensibili le monoposto agli effetti delle turbolenze che investono l'ala anteriore.

La presentazione di Liberty Media ai team registra alcuni aspetti di novità rispetto al quadro annunciato a inizio novembre 2017. Sono state trattate le aree degli introiti, della struttura di governo della Formula 1, dei regolamenti tecnici e sportivi, dei costi e delle power unit. L'obiettivo di una migliore ripartizione dei proventi, più equa, che tenga conto delle prestazioni recenti messe in mostra da un team non andrà a cancellare il bonus “storico” che viene assegnato ad alcune squadre, vedi Ferrari e Williams, ad esempio. L'interessante novità, quanto ai soggetti che potranno beneficiare della ripartizione dei proventi generati dalla Formula 1, sta nella previsione di una quota destinata anche ai motoristi, non solo ai "fornitori di monoposto", dicitura non secondaria e diversa dal dire squadra.

Passando alla struttura di governo, Liberty Media propone una semplificazione netta del processo di assunzione delle decisioni. Oggi abbiamo lo Strategy Group con una rappresentazione parziale dei team, la Commissione F1 di fatto organo di “ratifica” delle decisioni assunte da 6 squadre, la FOM e la FIA. Si andrà verso un percorso più lineare, con tutti i team, la FIA e la FOM ad assumere le decisioni legate allo sport.

Tra i temi più controversi della proposta precedente di Liberty Media, mirata sulle caratteristiche delle power unit, è stata ribadita la necessità di motori più economici, rumorosi, semplici, potenti e che conservino l'ibrido. Inoltre, la necessità di ridurre la necessità delle penalizzazioni in griglia. Ai timori di una Formula Standard, per dirla con le parole di Sergio Marchionne, una grande Nascar globale, Liberty replica con un concetto: i costuttori dovranno poter realizzare motori che siano ancora unici e originali. Vuol dire riconoscere la necessità di poter incidere per differenziare un progetto dall'altro. Tuttavia, è stato ribadito come gli aspetti tecnologici meno rilevanti per i tifosi registreranno un ricorso all'utilizzo di più componenti standardizzati, pur assicurando margini di differenziazione su aerodinamica, sospensioni e power unit. Le nuove regole dovranno risultare interessanti per i motoristi che vorranno entrare in Formula 1, quanto ai team clienti, poi, va garantita una prestazione equivalente alle specifiche dei team ufficiali.

Il pilota dovrà contare di più nella creazione della performance, nella visione della Formula 1 futura e la tecnologia ingegneristica resterà sempre la pietra angolare dello sport. I temi regolamentari sportivi e tecnici dovranno consentire alle monoposto di correre vicine tra loro e offrire più occasioni di sorpasso.

Infine, il capitolo costi. Da contenere. A un budget cap quantitativo, legato alla previsione di una spesa massima annua per ciascun team, subentra l'idea di un controllo che sia legato al "come" (in quali aree) si spendono i soldi piuttosto che sul quanto. Un tetto ai costi dovrà assicurare sempre lo status di vertice del motorsport alla Formula 1. Questi i principi, in attesa delle reazioni dei team, quelle di Ferrari e Mercedes in primis.