Le mani sul viso di Adrian Newey dopo 2 giri del Gran Premio del Bahrain sono la fotografia migliore del dramma sportivo Red Bull. Ricciardo ritirato per un guasto di tipo elettrico, i primi indizi puntano al pacco batterie della power unit, Max Verstappen fuori dai giochi per il contatto con Lewis Hamilton. Foratura e non solo. Che qualcosa non andasse, al di là di una monoposto costretta a rientrare su tre ruote al box, Max lo aveva segnalato subito: trasmissione danneggiata. Il colpo è costato un guasto al differenziale.

Due gran premi alle spalle e il potenziale Red Bull ancora in attesa di esprimersi, di accumulare punti buoni per non perdere il contatto da Ferrari e Mercedes. La preparazione invernale aveva lasciato sensazioni positive, di una macchina molto più avanti e competitiva di quanto non lo fosse un anno fa. Eppure, dopo Australia e Bahrain, Red Bull ha 20 punti appena nel Costruttori, 12 Ricciardo nel mondiale Piloti, contro i 50 di Vettel e 33 di Hamilton. Per non dire, poi, di Max Verstappen.

Protagonista di un primo giro arrembante, necessario, spettacolare, la risalita di Max si interrompe immediatamente. Secondo Lewis Hamilton, una manovra sciocca. Secondo i commissari, un incidente di gara senza responsabilità prevalenti tali da rendere necessaria un'investigazione. Secondo Max Verstappen, un episodio da analizzare: «A mio avviso c'era tanto spazio per entrambi per affrontare la curva, dire “Nessuna azione da prendere” è un po' dura come decisione, visto che sono fuori dalla gara per il contatto con la mia posteriore sinistra. Fosse andata al contrario sono certo lui avrebbe voluto un'investigazione».

Dalla prospettiva di Hamilton, invece, «è stata una collisione non necessaria. Serve che ci sia un certo rispetto tra piloti e senza dubbio... forse devo riguardare la manovra, ma non mi è sembrata una mossa fatta nel rispetto tra piloti, alla fine è stata una manovra stupida per lui, perché non ha concluso la gara».

Il danno riportato alla trasmissione ha escluso qualsiasi residua speranza di terminare il gran premio e sperare negli eventi (dopo il pit, Max si trovava ben oltre 1 minuto di ritardo da Vettel). «A causa del contatto con Lewis abbiamo riportato danni più gravi che non una semplice foratura, crediamo sia stato coinvolto il differenziale. Sin dalla partenza mi stavo godendo le sensazioni della monoposto e la ricerca di spazi, si delineava una gara avvincente. Ho sfruttato una buona scia sul dritto, sull'ultima curva andavo davvero bene e mi ha permesso di stare vicino a Lewis. Ci siamo un po' schiacciati, ma dal centro curva alla fine mi trovavo davanti, poi ho sentito un colpo da dietro e la foratura, dopodiché sapevo che la gara era probabilmente finita lì».

Se l'epilogo della corsa di Verstappen è indirettamente conseguenza di una posizione arretrata, dell'errore al sabato e la necessità di recuperare, per Daniel Ricciardo la delusione è ancor più cocente. Ritirato senza colpe né avvisaglie: «Arrivando in curva 8 ho perso potenza, si è spento tutto senza preavviso e non ho potuto far nulla, credo sia un problema di tipo elettrico legato al motore, forse la batteria, ma non so esattamente cosa.

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Ovviamente tutti siamo molto delusi, pensavamo davvero di avere una buona macchina, il week end è stato piuttosto buono e pensavo che la macchina in gara sarebbe andata anche meglio. So abbiamo corso un giro appena ma vedevo già Kimi scivolare con il retrotreno, sentivo avremmo avuto una buona chance e ciò rende le cose ancor più frustranti. Essere fuori così presto in gara è la sensazione peggiore, soprattutto quando, in una gara notturna, stai tutto il giorno in attesa di quelle due ore e dopo due minuti è tutto finito. Ho due ore di adrenalina dentro e non so cosa farne. Questo sport può strapparti il cuore, a volte è brutale». Adrenalina da scaricare tra meno di una settimana, in Cina, terzo appello che Red Bull non può mancare.

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