Serviva anzitutto riconquistare la fiducia persa nel momento cruciale, nei pit-stop. Haas supera indenne il Bahrain, la squadra di meccanici all'opera sulle VF-18 di Magnussen e Grosjean – riorganizzata per l'occasione, con posizioni variate rispetto a Melbourne – non commette errori nei cambi gomme, quel che chiedeva Guenther Steiner. Non la ricerca della velocità estrema, piuttosto operazioni affidabili. Il doppio arrivo in posizioni di gloria sfumato al debutto stagionale resta un ricordo nella notte di Sakhir. Le vicissitudini di Grosjean, in griglia nelle retrovie, rendono problematica la rimonta.

Davanti corre (bene) Kevin Magnussen, solido quinto al traguardo, alle spalle di Gasly, su una Toro Rosso che ne aveva più della Haas in Bahrain. Sorprendente, in attesa di conferme ulteriori nei prossimi giorni, approdando a Shanghai. Magnussen a muoversi sul sottile equilibrio di gomme da mantenere nella corretta finestra operativa, per estrarre il rendimento ideale senza sfociare nel surriscaldamento. Due stint con supersof, il finale sulla gomma soft, la strategia del danese. «Sono contento, è bello conquistare 10 punti e dare inizio al nostro campionato. Sono fiero del team, specialmente dei ragazzi al pit-stop. Hanno trascorso un momento difficile tra l'Australia e qui, sono rimasti concentrati e tornati alle cose fondamentali. Hanno fatto quello in cui riescono meglio e si è visto. Non ho potuto lottare realmente con Gasly e la Toro Rosso davanti, siamo comunque felici del quinto posto», racconta il danese.

Gara diversa per Grosjean, a un certo punto trovatosi davanti a Magnussen. Pur su una strategia diversa, Romain non ha ceduto strada al compagno di scuderia, rallentandone un po' il ritmo per un giro. Il disappunto di Magnussen si è registrato nei team radio. Avrebbe potuto concludere nelle posizioni marginali della top ten, Grosjean, se non fosse stato costretto a effettuare una terza fermata ai box per rimuovere appendici aerodinamiche ballerine, sul lato sinistro della monoposto. Ripulendo il gap finale dei 23 secondi necessari per un pit-stop, Romani in proiezione avrebbe potuto contendere la nona posizione a un eccellente Ericsson, a massimizzare la tattica su una singola sosta.

«Quando si parte dal fondo della griglia diventa sempre difficile, non ho corso un buon primo giro, dopo però ho rimontato abbastanza bene il gruppo – spiega Grosjean -. Se non avessi perso il bargeboard avrei potuto concludere potenzialmente settimo o ottavo. Perdere pezzi mentre si gira in pista è stato un problema, in quei due giri la macchina era assolutamente inguidabile. Abbiamo dovuto effettuare il pit per rimuovere il pezzo e la gara è finita lì».

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La chiosa sul week end in Bahrain è di Guenther Steiner: «C'erano forse un po' di punti da conquistare con Romain, che è risalito bene dal 16° al 10° posto, poi però ha dovuto effettuare un pit-stop supplementare per rimuovere alcune parti della macchina che si stavano staccando. Dovremo investigare quanto successo per capire se è uscito di pista o ha colpito qualcosa in partenza. Nel complesso è stato un buon week end, i pit-stop sono stati buoni, ne abbiamo effettuati cinque in gara e tutti sono andati bene, credo che i ragazzi abbiano recuperato e sono molto orgoglioso, possono esserlo anche di loro stessi per quanto hanno ottenuto in questo week end. E' fantastico tornare dopo due pit-stop sbagliati nell'ultima gara alla conquista di un quinto posto senza problemi».

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