Nella conferenza stampa del giovedì, quella con i piloti, Max Verstappen ha avuto un ruolo un po' difficile: si ritrovava infatti tra Pierre Gasly e Marcus Ericsson, vale a dire tra due avversari ai quali la scorsa gara in Bahrain è andata in modo spettacolare, quando per lui è stato invece tutto l'opposto. E infatti la prima domanda va subito sul weekend molto frustrante passato dalla Red Bull, che per via dello stop anche di Daniel Ricciardo ha vissuto il primo doppio ritiro dalla Corea 2010 (in quel caso protagonisti Webber e Vettel, sempre per incidente e problemi motore): dopo l'esaltazione nei test e due gare invece sotto tono, possono davvero dire di essere competitivi?

«Sì, la macchina è molto veloce - risponde Verstappen - e credo lo sia in particolare durante la gara. Sappiamo che in qualifica perdiamo un pochino a livello di prestazione pura e di velocità di punta. Però quando questi fattori contano di meno, in gara, i valori si riequilibrano. Io ero davvero molto fiducioso di recuperare diverse posizioni nell'ultima gara perché pensavo che la macchina potesse sicuramente portarmi a lottare per il podio. E quindi non vedo l'ora di ripartire qui perché credo che abbiamo un buon pacchetto: ci sono parecchie cose promettenti in arrivo e quindi sono pronto».

Sulle possibilità in gara a Sakhir della RB14 nulla da dire, visto che dopo un solo giro Max era a lottare con la Mercedes per il 10° posto nonostante partisse 6 posizioni più indietro. Poi però c'è stato appunto il contatto con Lewis: lui come lo valuta a una settimana di distanza? L'ha rivisto? «Beh, io ero in macchina, per cui l'ho visto da lì… Ma sono le corse: a volta vanno in tuo favore, a volte no. Si può dire quello che si vuole riguardo l'incidente, ma credo che sia stato un incidente normale, nulla di "pazzo" o di troppo rischioso. Però purtroppo non è andato bene per me. Se ricordiamo il Messico dell'anno scorso, quella volta la manovra aveva funzionato. Stavolta forse non ci siamo dati spazio a sufficienza, a vicenda. Ma come detto, alla fine queste sono le gare: a volte vanno bene, a volte vanno male».

Ne hai già parlato con Hamilton o credi di farlo? Hai sentito le sue parole? Cambierai atteggiamento, sarà più importante tornare a punti? «No, non ho ancora parlato con Lewis. Poi non so, potrei andare a conversare con lui, se sarà davvero necessario. Ma perché dovrei cambiare qualcosa? Non penso di aver fatto nulla di sbagliato dal punto di vista dell'approccio: ho semplicemente cercato di superare una macchina e credo sia stato un rischio calcolato da parte mia, quindi ho cercato di cogliere l'occasione. È successo come in Messico l'anno scorso, solo che là non è andato tutto storto. Sono le gare, sono incidenti che capitano. Poi è sempre importante andare a punti, è sempre quello l'obiettivo. Noi siamo qui per concludere sul podio o per vincere le gare ed è quello che cercherò di fare anche questo weekend. Non ci sarà alcun cambiamento da questo punto di vista».

Se pensi di aver guidato in modo corretto, perché pensi che Hamilton si sia spinto a lanciare una frecciata nei tuoi confronti? «Perché semplicemente è facile dare la colpa al pilota più giovane. È l'unico modo in cui posso interpretare quello che ha detto. Ripeto, sono cose che capitano e non c'è alcun motivo da parte mia di cambiare qualcosa».

Passando invece a un discorso più generale sull'intero team Red Bull dopo la gara in Bahrain, dove sono andate male parecchie cose, anche per Ricciardo: la squadra ha analizzato a fondo quanto successo? «Per quanto mi riguarda, abbiamo messo un nuovo fondo sulla mia macchina (quello in Bahrain era stato danneggiato nel giro a ruota forata, ndr) ma credo che i problemi principali siano stati quelli sulla macchina di Daniel. Problemi simili a quelli che ebbi io l'anno scorso e anche durante i test di quest'anno. Quindi è sicuramente qualcosa che dobbiamo esaminare. Ma cosa ci puoi fare: sono cose che devono risolvere in Renault, sicuramente loro stanno lavorando a fondo su questo e proveranno al meglio delle loro forze di fornirci l'equipaggiamento migliore anche qui, quindi non c'è nulla di cui preoccuparsi. Alla fine, se succede, succede, non è qualcosa che puoi prevenire. Il mio cambio? Mi ero ritirato, quindi lo posso sostituire senza penalità».