Quello del Shanghai International Circuit è uno dei progetti meglio riusciti dell'architetto Hermann Tilke, sia perché realizzato su un impegnativo fondo paludoso, sia perché si tratta di un circuito dalle caratteristiche interessanti. I suoi 5.451 metri si sviluppano secondo la leggenda (non smentita e facilmente verificabile) a seguire il simbolo "shang" del nome della città che dal 2004 ospita il GP cinese.

Si tratta di un layout che richiede al tempo stesso un buon appoggio aerodinamico, ma anche una resistenza ridotta all'avanzamento: sono dunque premiate le monoposto più bilanciate e più efficienti nel combinare queste due caratteristiche antitetiche. Inoltre porta molto a sforzare le gomme anteriori, specie nell'inserimento con frenata prolungata a ruote sterzate di curva 1 o nell'accelerazione sempre in piega di curva 13.

Un'altra difficoltà che investe i pneumatici comportando possibilità di graining o di insufficiente riscaldamento della mescola, unitamente all'asfalto poco aggressivo, è relativa alle basse temperature ambientali con cui si corre normalmente qui: oltre alla normalità stagionale, le previsioni meteo parlano di cielo coperto e temperature sotto 18°C per venerdì e sabato, con qualche rischio di pioggia; tendenza al sereno per domenica. Anche per questo motivo la Pirelli si è convinta di poter aggiungere la più morbida mescola ultrasoft al posto della supersoft, mantenendo invece supersoft e soft.

Questi fattori potrebbero favorire Mercedes e Red Bull rispetto a Ferrari, che però finora si è ben difesa in rettilinei lunghi come quello di 1,2 km tra curva 13 e 14. Qui è possibile azionare il DRS, oltre che sul rettifilo di partenza. Per il resto, il tracciato non ha avuto alcuna modifica rispetto allo scorso anno, se non per la riasfaltatura di una zona della pitlane.