Qualifiche emozionanti soprattutto per i ferraristi, quelle a Shanghai. Stavolta Kimi Raikkonen fa segnare due ottimi giri in sequenza nelle Q3, ma purtroppo per lui anche in questa occasione Sebastian Vettel è implacabile nel mandare a segno la zampata finale, da vero poleman. Così il tedesco agguanta la partenza al palo per 87 millesimi, un soffio. Una lotta già di per sé esaltante alla quale si aggiunge il modo in cui le Mercedes hanno "reso le armi" nel run finale: Valtteri Bottas non è riuscito ad avvicinarsi a meno di mezzo secondo, e addirittura Lewis Hamilton rinuncia a completare il run finale dopo essere andato lungo alla staccata di curva 14, quella del tornantino in fondo al rettilineo più lungo.

Intendiamoci: gongolare a fine qualifiche è lecito per il bel risultato da prima fila, ma ritenere le Mercedes già estromesse dalla gara sarebbe un vero e proprio peccato di superbia, e lo si è visto proprio nella scorsa prova in Bahrain. Nondimeno, ci sono elementi che alla terza gara giustificano un certo ottimismo anche per il prosieguo del campionato. Per esempio il fatto che la SF71H, con tutto che è una monoposto che i tecnici Ferrari stanno ancora "scoprendo", si sta dimostrando molto efficace anche in situazioni differenti (come le tre piste di questo avvio di stagione).

La macchina di Maranello si sta rivelando molto veloce e soprattutto flessibile: si adatta abbastanza facilmente alle varie condizioni (anche ambientali, come il freddo di oggi) e risponde bene alle modifiche di set-up. Solitamente, come ha riconosciuto anche Toto Wolff, agli ingegneri in rosso basta ragionare sui riscontri delle prove la sera del venerdì per combinare al meglio il tutto in funzione di qualifiche e gara. Inoltre riesce a garantire una buona stabilità in curva senza sacrificare la velocità massima: non è poco, anzi si tratta di una caratteristica che può fare la differenza nelle lotte dirette.

Per la gara, la Ferrari è riuscita a eliminare una variabile che poteva aiutare la Mercedes: la gomma con cui partire. Tutti e quattro i piloti nelle prime due file partiranno infatti con le Pirelli soft, quelle utilizzate in Q2. Ciò però farà sì che le Red Bull, in terza fila staccate di un paio di decimi dalle Frecce d'Argento (quando il "party mode" dovrebbe fare una differenza leggermente maggiore), si ritrovino senza volerlo su una "strategia alternativa" partendo con le normali ultrasoft delle qualifiche. Vedremo in gara se questa differenza si risolverà in un vantaggio e se così Max Verstappen e Daniel Ricciardo si riveleranno un ulteriore aiuto nelle ambizioni di campionato della Scuderia. Intanto i meccanici RB hanno già fatto un mezzo miracolo nel riuscire a sistemare la macchina dell'australiano dopo il cedimento del turbo nelle ultime prove libere. Questa sostituzione non comporterà penalità (come non lo ha fatto quella del cambio su entrambe le RB14) ma non è un bel segnale per Renault, come motorista.

Se invece guardiamo a Renault come team, fra gli inseguitori è l'unico ad aver portato entrambe le monoposto in top ten, e bene: Nico Hulkenberg conferma una volta di più la sua consistenza posizionandosi 7°, con Carlos Sainz che partirà proprio dietro di lui. Tra i due si è posizionato Sergio Perez, una prestazione che assieme al 12° posto di Esteban Ocon testimonierebbe un certo recupero da parte di Force India. Non così in evidenza come nelle scorse gare, ma comunque sempre "lì", la Haas: Romain Grosjean è riuscito ad accedere alle Q3, che stavolta Kevin Magnussen ha mancato ma davvero di un soffio.

Un po' arretrate le McLaren, con Fernando Alonso 13° e Stoffel Vandoorne 14°, staccati da Hulkenberg di 7 decimi: non è un'eternità, ma nella lotta serratissima tra i team di rincalzo fa una notevole differenza. Le monoposto color papaya pagano un po', in termini di prestazione assoluta, la combinazione tra un'ottima deportanza ma associata a un elevato drag in rettilineo, unitamente alla potenza non esagerata del motore Renault. Fattori che tuttavia in gara potrebbero aiutare in vari punti del tracciato (non certo in rettilineo, però…) e sul consumo gomme.

Attesa alla controprova in gara anche la Toro Rosso, mentre pure stavolta sono più staccate le Williams e le Sauber, anche per via di errori di guida da parte dei due "alfisti". Da segnalare però la buona prova di Sergej Sirotkin che ha mancato di poco l'accesso alle Q2 - il russo sta imparando alla svelta - e l'ottimismo nelle dichiarazioni post-qualifica da parte sia di Pierre Gasly sia di Charles Leclerc, che hanno detto di confidare parecchio nel passo gara dopo aver affrontato le qualifiche reduci da problemi nelle ultime prove libere. Anche per loro, come per tutti gli altri, vedremo cosa accadrà effettivamente nei 56 giri di gara a partire dalle ore 8,10 italiane di domani…

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