Ottantasette millesimi fanno la differenza nelle qualifiche del Gran Premio di Cina. Tra una pole di Kimi Raikkonen fino a 3 minuti dal termine della sessione e il ribaltamento dell'ordine scritti dopo il primo run, a opera di Sebastian Vettel. Non bastano due settori record a Kimi nel giro decisivo, lui che pure aveva dimostrato di possedere la velocità per interpretare bene tanto quanto Seb anche il T3. L'intermedio da 39”9 lo aveva in macchina e nel piede, non è arrivato nel secondo run, da 40”0. Così, l'1'31”182 vale la seconda piazza, 18 millesimi più rapido del tentativo iniziale. «E' stato un giro ok ma non abbastanza, non è esattamente quel che volevo, domani proveremo a fare meglio. E' andata piuttosto bene fino all'ultimo settore, non è successo nulla di particolare, ho perso solo un po' di velocità», spiega Raikkonen.

La superiorità in qualifica di questa Ferrari sulle due Mercedes si legge tutta nella facilità di guida con la quale Kimi interpreta il giro, trova l'aderenza che gli avversari faticano a generare dalle gomme, con temperature molto basse (15° C l'asfalto tra Q1 e Q3). Si proietta verso una gara nella quale la minaccia delle W09 potrebbe risultare più realistica e vicina di quanto non lo sia stata al sabato. 

Dalla prima fila per puntare a vincere, 56 tornate senza intoppi da contendere confidando su uno stato di forma diventato norma rispetto ad alcuni sprazzi, legati a condizioni specifiche - di pista e feeling con la macchina, che Kimi, negli ultimi anni, aveva mostrato: «Cercheremo di migliorare, sarà una gara lunga, dovremo tenerci fuori dai problemi, poi vedremo cosa riusciremo a portare a casa. Senza dubbio l'obiettivo è vincere, per riuscirci anzitutto dovremo fare una gara pulita, sfruttare al massimo le opportunità e fare in modo di non avere alcun problema. Dovremo essere veloci per tutto il tempo e vedere come si svilupperà la gara».