Tra le varie discussioni al termine del GP di Cina - l'inaspettata vittoria Red Bull, le strategie riuscite o sbagliate di Ferrari e Mercedes, l'incidente tra Verstappen e Vettel… - ve n'è una che è passata un po' sottobanco ma aveva una sua valenza "politica" sensibile, tanto da determinare una dichiarazione da parte del direttore di gara Fia, Charlie Whiting. Parliamo del momento scelto per l'ingresso della safety car quando, in seguito all'incidente tra Pierre Gasly e Brendon Hartley, il fondo di curva 14 si è trovato cosparso di detriti.

La necessità di far spazzare via tali detriti che potevano causare forature ha fatto propendere per l'ingresso della safety car quando si stava concludendo il 31° giro. Al riguardo molti appassionati, ma anche lo stesso Sebastian Vettel, hanno apertamente posto dei dubbi (per non dire di più) come: perché a differenza di altre volte la safety car "reale" non è stata preceduta da quella "virtuale"? E soprattutto: perché la SC è entrata in pista quando i primi (in particolare Bottas e Vettel) avevano già passato la corsia di ingresso box, negandogli così la possibilità di effettuare un cambio gomme "quasi gratis", possibilità che invece è stata servita su un piatto d'argento alla Red Bull? Una differenza non da poco, dato che è ciò che ha permesso ai piloti RB di rimontare e a Daniel Ricciardo di vincere la gara…

Come anticipato, al riguardo ha sentito il dovere di esprimersi lo stesso Charlie Whiting. In particolare, alla critica per cui avrebbe dovuto calcolare meglio il momento in cui far entrare la SC in pista, ha spiegato di non avere il controllo sui relativi effetti. «Se decidiamo di utilizzare la safety car - ha detto Whiting per la precisione - è per motivi di sicurezza, per cui in quel momento non sto a guardare se c'è chi sarà avvantaggiato e chi no». E questo sarebbe ovviamente già sufficiente a chiudere la questione.

Tuttavia il direttore di gara ha aggiunto: «Abbiamo solo aspettato che ci fosse un certo gap nel traffico in pista». Questo per dare sufficiente tempo ai commissari, tra un passaggio di macchine e l'altro, per effettuare il loro lavoro di "spazzini" della pista. «I detriti erano sparsi su una vasta area, per cui ho voluto aspettare che tutte le macchine fossero dietro la safety car prima di mandare i commissari in pista».
Sul fatto di non aver fatto precedere la SC dalla VSC, spiega: «Già alla velocità della safety car non credo fosse sicuro per i commissari intervenire. E volevo essere sicuro che ci fosse sufficiente spazio tra un passaggio e l'altro per lasciare il tempo ai commissari di fare il loro lavoro, tra raggiungere la pista, ripulirla, ritornare in postazione quando passavano le macchine e ritornare di nuovo sul tracciato a riprendere».

Concludendo, Whiting manifesta inoltre un certo stupore per queste polemiche e lancia pure una piccola frecciata: «Per me è un po' un mistero il motivo per cui sia saltato fuori tutto ciò. Abbiamo la VSC dal 2015 e la SC da vent'anni, dovremmo aver capito che ad ogni intervento ci saranno vincitori e vinti. Ma se dovessimo sederci e capire chi sarebbe avvantaggiato e chi no, e cosa comporterebbe questa decisione, allora non ci sarebbe il tempo per farlo e comunque non è questo il nostro compito. Quando i commissari devono fare molta strada (tra postazione e pista, ndr) questo li rende molto esposti. So che sotto SC stanno andando al 30% di quanto fanno in un giro normale, ma i piloti sono lo stesso troppo veloci e non sono sicuro ci si possa fidare totalmente del fatto che facciano sempre la cosa giusta».