Definire deludente l'esordio in Formula 1 di Charles Leclerc sarebbe ingiusto. Definirlo al di sotto delle aspettative è invece più attinente alla realtà dei fatti. Aspettative da noi stessi, inteso come media, alimentate. Per il semplice e incontrovertibile motivo che le ultime stagioni del monegasco sono state da applausi a scena aperta, sia in GP3 che in Formula 2, dove si è meritatamente laureato campione in entrambe le stagioni del debutto.

Approdato nel team Sauber punzonato Alfa Romeo e motorizzato Ferrari, vincitore del ballottaggio con Antonio Giovinazzi, dopo tre gare non ha ancora mostrato il suo vero potenziale. Piazzandosi peggio del tanto vituperato compagno di squadra Marcus Ericsson nelle ultime due gare. E mentre in Bahrain lo svedese tornava a punti dopo ben tre anni, Charles non riusciva ad andare oltre il 12 posto e in Cina ha tagliato il traguardo all'ultimo posto. Complice un testacoda alla curva 1 all'inizio del 29° giro, poco dopo aver cambiato le gomme. Problemi di feeling con le medium, evidentemente, mentre con le soft aveva dimostrato di poter tenere un buon ritmo. L'uscita di pista ha provocato il danneggiamento del fondo della C37 e conseguente perdita di bilanciamento. “Sfortunatamente – ha commentato il team principal Vasseur – dopo di ciò non c'era molto che potesse fare”.

Niente di drammatico. Lo scorso anno a Shanghai, il ben più esperto Bottas si era esibito in un testacoda da lui stesso definito un “errore amatoriale”. Inoltre se consideriamo i debuttanti del nuovo millennio, a parte lo straripante 2° posto di Magnussen con McLaren in Australia nel 2014, nessuno ha fatto gridare al miracolo. Nemmeno Brendon Hartley, splendido vincitore di Le Mans e del titolo Wec, con la Toro Rosso sul finire del 2017 e anche lui impelagato in lotte di retroguardia.

In Australia ha portato a casa il miglior risultato per un esordiente: non ha commesso errori. In Bahrain ha umilmente e onestamente ammesso di non essere molto felice del 14° posto, complice lo spiattellamento delle gomme a inizio gara e un eccessivo degrado delle medium nel secondo. In Cina l'errore di cui sopra. Non c'è da preoccuparsi, si rifarà. E c'è da scommettere in un futuro splendido. Ma lo sport più veloce del mondo non concede molte chance e per Charles è già ora di alzarsi e camminare. Anzi correre, cercando di tenere il passo del più esperto Ericsson.