Si scopre un'istantanea inedita dopo tre anni di Formula 1 turbo ibrida. Una Mercedes ancora a digiuno di successi, senza più l'eclatante superiorità velocistica in qualifica né il vantaggio enorme garantito dalla power unit, fattori che amplificano la portata di un'alternanza di successi tutta Ferrari-Red Bull. Le responsabilità nella gestione strategica del Gran Premio d'Australia hanno un peso enorme nelle sensazioni riassunte ora, dopo tre appuntamenti. Un Hamilton vincente a Melbourne, com'era nelle cose, prima che la Ferrari e Vettel interpretassero al meglio l'opportunità offerta dalla Virtual Safety Car, avrebbe mitigato un parziale da 3 a 0 pesante da digerire.

Il momento è difficile, attenzione però a emettere frettolose bocciature senza appello. Davanti c'è ancora tanto terreno per recuperare e Toto Wolff non ha dubbi: «In Formula 1 non c'è mai una soluzione rapida ma potete vedere quanto in fretta possa cambiare il quadro visto nei test e a Melbourne. C'era chi prevedeva saremmo scappati con il campionato in tasca, tanto era in grado di dominare la macchina. Ora siamo qui, tre gare corse e finora non ci siamo ancora.A mio avviso, questo della Mercedes è un grande gruppo di persone, dobbiamo solo mettere insieme le nostre teste, restare calmi, applicarci e trovare alcune soluzioni. C'è una fiducia enorme nel team, hanno dimostrato di potercela fare in passato». Le scelte strategiche operate con Hamilton in Cina, il mancato richiamo ai box per sfruttare la carta offerta dalla safety car per passare alla gomma morbida, sono state oggetto di critica. Wolff, tuttavia, difende il gruppo che elabora le strategie: «Siamo molto flessibili, credo abbiamo un ottimo gruppo di strateghi, l'undercut per Valtteri ha funzionato in modo brillante», spiega. Era lo scenario semplice da interpretare.

Non servivano super-computer né fini strateghi per sviluppare una tattica con l'undercut su Vettel. L'eccellenza dell'area responsabile delle strategie si misura nella capacità di interpretare, sfruttare a proprio favore il momento imprevisto. «Diventa molto complesso se hai sei macchine in lizza per vincere anziché una o due, improvvisamente si aprono così tante opzioni. Red Bull ha operato una chiamata molto coraggiosa, con il duplice pit-stop per passare alle soft. Si trattava di capire quale fosse la gara più veloce, restare fuori era in teoria la tattica più veloce, era quello che mostravano le nostre simulazioni. Non sono sicuro che la Red Bull fosse sorpresa dal proprio passo, ma noi lo siamo stati, come tutti gli altri».

Sterzi a parte: I ragazzi del muretto hanno stufato

Una sorpresa, in Cina, è stato il rendimento di Valtteri Bottas, al di là dell'esito finale, poi quello che conta. Meglio di un Hamilton spento in qualifica e gara. E Wolff salva proprio il pilota finlandese, dalla debacle asiatica: «Tutto il week end non è stato positivo, l'unica cosa è stata la gara di Valtteri, fantastica, senza errori, sfortunato con la Safety Car e anche nel sorpasso di Ricciardo: se non avesse aperto la porta all'ultimo istante, Ricciardo lo avrebbe portato fuori. Valtteri è stato l'unico del team esente da errori. Ci è mancato passo, nell'insieme non ci troviamo al livello che tutti ci aspettiamo e speriamo di raggiungere».

F1 2019, più benzina per spingere sempre al massimo