Baku prossima fermata. Di un mondiale che la Cina ha detto essere imprevedibile. Sbalzi di temperatura che si riflettono nell'umore della monoposto, di conseguenza varia la prestazione. Si va in Azerbaijan con il risultato di Shanghai a certificare la velocità Red Bull in gara e rapace nel cogliere il momento. Senza Safety Car avremmo raccontato un altro film e un altro vincitore. Ricciardo ha capitalizzato al meglio la strategia, come avvenne un anno fa sul cittadino sui generis che attende il Circus della Formula 1. Fu una corsa pazza, ricca di colpi di scena, dalla quale uscì vincitore Daniel, mentre Max Verstappen mestamente era costretto al ritiro per problemi legati alla power unit.

Il copione atteso sarà ancora con una Red Bull che dovrà lavorare con l'obiettivo rivolto direttamente in gara che non sulla qualifica. Ancor più di Shanghai, Baku esporrà il divario di prestazione sul dritto nei confronti di Ferrari e Mercedes. Distanze che potrebbero ridursi sul passo gara. Perché, velocità massima a parte, per andare forte in Azerbaijan conterà parecchio la reattività d'inserimento dell'anteriore nelle pieghe secche del circuito e l'assoluta fiducia in staccata. Esercizi favorevoli alla RB14 e Daniel Ricciardo.

«Baku è diversa da altre piste cittadine, perché ci sono punti nei quali puoi sorpassare, sono davvero molti, diversamente da Monaco e Singapore. L'aspetto più insidioso è la staccata, ci sono tanti punti impegnativi e devi staccare il più tardi possibile, senza alcun margine per eventuali errori. Una volta che individui e fai affidamento sul punto di staccata, se dovessi bloccare una ruota finisci a muro. L'aspetto più impegnativo della pista è trovare il limite in frenata e avere la fiducia necessaria». Per uno degli interpreti eccelsi della specialità sarà terreno sul quale provare a fare la differenza.

«La sfida più grande è essere in grado di attaccare davvero la staccata, è un circuito da alte velocità, Monaco non le ha, è più sulla prestazione in curva, Baku sulla frenata. Le piste cittadine devi amarle ma anche rispettarle e capirle. L'anno scorso fu per molti piloti e per tanti versi una gara pazza. Come la scorsa settimana a Shanghai, il team adottò una strategia fantastica, con chiamate perfette in gara», ricorda Daniel, in rimonta dal 17° posto nelle fasi di inizio gara fino alla vittoria.

Amari ricordi per Max Verstappen, Baku tra le tante serie di ritiri imputabili a problemi tecnici, nonostante una qualifica che lo vide quinto in griglia, meglio di un Ricciardo andato a sbattere in Q3: «L'anno scorso fu un fine settimana molto sfortunato per me. Un peccato, perché la macchina andava davvero bene ma incontrai tanti problemi, che mi privarono di un possibile podio, forse anche della vittoria. Spero quest'anno di potermi rifare di quell'opportunità mancata».

I limiti presenti nell'eguagliare le velocità massime di riferimento saranno un handicap da quantificare al venerdì e Max aggiunge: «Mi piace correre a Baku, è un bel circuito anche se non è esattamente l'ideale per le caratteristiche della nostra macchina. Il rettilineo è così lungo che ci farà perdere tempo prezioso. L'anno scorso riuscimmo a gestire le difficoltà molto bene e fummo competitivi in gara». E' l'orizzonte al quale mirare anche oggi.