C'era la felicità relativa dell'aver ottenuto i primi punti e, al tempo stesso, il rammarico per non aver sfruttato appieno il caotico Gran Premio d'Azerbaijan, un anno fa in casa McLaren. Due punti che sapevano di miracolo, con la power unit Honda 2017. Ora che l'affidabilità del motore Renault consente altre ambizioni, le responsabilità di chi, il progetto MCL33, lo ha partorito, sono ineludibili.

Ancora attesa, fino al Gran Premio di Spagna, prima di registrare i miglioramenti dell'evoluzione più importante del primo quarto di mondiale. A Baku sarà un correre provando a replicare il copione delle gare precedenti: McLaren a sfruttare lo sviluppo della corsa, scenario nel quale si è dimostrata più competitiva che non in qualifica. Sconta un deficit di velocità massima, figlio non solo della veste aerodinamica, come indicato da Eric Boullier.

«La gara dello scorso anno fu memorabile, un gran premio pazzo nel quale ottenemmo i primi punti della stagione, quindi è naturale che cercheremo di ripeterci. Conosciamo i nostri limiti e dove abbiamo bisogno di migliorare il pacchetto; sebbene introduciamo pezzi da provare a ogni week end di gara non ci aspettiamo un cambiamento radicale delle prestazioni a Baku», racconta Fernando Alonso.

«Stiamo comunque imparando sempre più del comportamento della monoposto ogni volta che saliamo in macchina e in Azerbaijan trarremo il massimo da tutto quel che abbiamo, come sempre, per ottenere più punti possibili». Settimo in Cina, con Vandoorne fuori dalla zona punti. Il belga mette nel mirino un frangente della corsa da perfezionare e che, proprio a Baku, vivrà fasi di altissima tensione, come dimostrato dal via di un anno fa: «Per me sarà fondamentale la partenza, domenica. Nelle ultime gare non sono partito al meglio e con le difficoltà di sorpasso dovremo massimizzare la posizione in griglia.

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In Cina abbiamo lottato duramente ma ho danneggiato il fondo e questo ha reso molto difficile spingere, mi aspetto una battaglia serrata a metà gruppo e di avanzare il più possibile in gara».